In linea da: 19/01/2015

Cinque pezzi facili. Dai giornali dell’8 gennaio 2015

di Michele Nani

Michele Nani ha risposto al nostro invito di intervenire su quanto accaduto a Parigi, proponendoci una breve raccolta di discorsi che si potevano leggere sui giornali dell’8 gennaio 2015.

Il vecchio Hegel riteneva la lettura dei giornali una “realistica benedizione mattutina”. Devo confessare che sempre più spesso mi sottraggo a quel rito: per mancanza di tempo, mi ripeto, giustificandomi; ma senz’altro la mia renitenza deriva dal ricorrente fastidio dinanzi ai luoghi comuni, alla pubblicità, alle strategie mediatiche. Sarà che studiare la storia porta a sprofondare nelle lunghe continuità, sarà che il “sempre-nuovo” rimanda al “sempre-uguale”, ma anche senza scomodare Braudel e Benjamin ci si stanca presto quando ogni evento viene descritto come esemplare o straordinario, dovendo incarnare lo spirito dei tempi o svolte epocali: a quel punto i giornali non servono più a “sapere come regolarsi”, come voleva Hegel. Forse anche per questo, sui recenti fatti parigini, alla Karl Kraus, “non mi viene in mente niente”. Avendo solo pensieri confusi e banali in testa, ho provato a vedere se si tratta di una condizione diffusa e ho sondato la risposta immediata alle stragi parigine delle prime

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