In linea da: 05/01/2015

Un cronista in viaggio (Natale 1405-1406)

di Matteo Melchiorre

Concludiamo il nostro ciclo di strenne 2014-15 con il nostro amico Matteo Melchiorre che ci presenta un episodio tratto da una cronaca medievale bellunese: dove il diarista, Clemente Miari, fa un viaggio da Belluno a Venezia e a Padova, tra gli ultimi giorni del 1405 e i primi del 1406. Anche in questo caso, vista la lunghezza del saggio, ne presentiamo qui di seguito le prime pagine; per il testo integrale, cliccare qui.

Nota. Nell’ambito di un progetto di ricerca del Dipartimento di Studi umanistici dell’Università Ca’ Foscari e con l’appoggio e lo stimolo del Comitato per l’edizione delle fonti relative alla storia della Terraferma veneta, sto preparando l’edizione di una cronaca latina, nota come Chronicon bellunense e compilata da Clemente Miari, un canonico di Belluno, tra il 1383 e il 1412. Cogliendo l’invito di storiAmestre, ne propongo un episodio in certo modo “natalizio”; se non altro in termini di calendario. (m.m.)

1. Nel 1383, quando aveva poco più di vent’anni, un canonico della cattedrale di Belluno, di nome Clemente Miari, prese in mano un registro cartaceo che

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In linea da: 17/06/2012

Una “generazione breve”. A proposito del Quaderno 11

di Matteo Melchiorre

Dopo quella di Guido Lanaro, riceviamo un’altra recensione sul Quaderno numero 11, Compagni di classe, di Cristiano Baldissera. Melchiorre ha più o meno la stessa età di Baldissera: da qui, comincia a ragionare di esperienze generazionali e di rapporti tra generazioni, con una punta di amarezza.

PS. Melchiorre dice che non è riuscito a trovare il quaderno dal suo libraio abituale. Ricordiamo a lettori e librai che ora i Quaderni di sAm si possono facilmente ordinare presso il distributore Cierrevecchi.

Zlatan Ibrahimovic ha scritto un libro autobiografico. L’ho letto perché l’autore è della mia classe (1981). Specie nelle pagine in cui Zlatan parla della sua infanzia-adolescenza, con mia grande sorpresa, ho trovato materia di riflessione. Non mancano usi e costumi, stati d’animo e riferimenti culturali (antropologicamente parlando) che mi sento di avere io stesso, mutatis mutandis, esperito. Comunanza generazionale? Parrebbe.

Si fa presto a dire generazione. Non so se sia possibile determinare un’unità scientifica della generazione come durata. Venticinque anni? Trenta? Di più? Di meno? La

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In linea da: 07/05/2012

Camminare. Pagine da un Quaderno di sAm

di Matteo Melchiorre

Fra qualche giorno, sarà Matteo Melchiorre inaugurare la nuova iniziativa di storiAmestre: “Spunti-ni” storici. In vista di questo incontro che, lo ricordiamo avrà luogo il 10 maggio, alle 17,30 presso la sede del Centro di documentazione sulla città contemporanea, riprendiamo sul sito un altro intervento di Melchiorre, pubblicato nel Quaderno numero 4, Andare a vedere, dedicato all’inchiesta, al reportage e al resoconto.

Qui il tema […] è il camminare come metodo, o pretesto, d’inchiesta. Il che si regge sull’assioma secondo il quale, camminando, si può fare inchiesta: osservare, ascoltare, decifrare segni, notare cambiamenti, incontrare persone, praticare tagli nelle vedute. Ciò comporta un elogio del camminare, che indubbiamente va fatto. 

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In linea da: 01/03/2012

A piedi oggi?

di Matteo Melchiorre

Tomo di Feltre, 29 dicembre 2008, mattino, meno nove, scarponi da montagna ai piedi: Matteo Melchiorre esce di casa deciso a una camminata, per far prendere aria alla testa. Dopo un po’, la meta diventa casa di sua morosa: una decina di chilometri fino a Celarda. “Occorre abbandonare la pendice del Tomatico e recarsi, in discesa prima e poi via dritto in piano, fino all’ansa del Piave presso la quale si trova Celarda. Occorre lasciare, e scusa se è poco, questo ambiente prealpino e approdare sugli argini del fiume patrio. Un passo alla volta, ho pensato. Per intanto basti dirigere la rotta verso la piazza di Tomo”. La camminata è descritta in un nuovo libro ancora inedito, che attende risposta dagli editori. Ne riparleremo presto con l’autore, intanto presentiamo in anteprima alcuni brani: dove Melchiorre ha appena superato la rotatoria di Anzù.

*

Fuori dalla rotatoria, la regionale 348 va percorsa per un centinaio di metri appena, giusto il tempo di passare davanti al benzinaio Erg. «Ciao!» mi fa «A piedi oggi? Hai rotto la macchina?». Ho risposto che non è rotta, e nemmeno incidentata, ma solamente ferma sotto il suo

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