In linea da: 06/06/2007

Che figata sarebbe, il prossimo anno. Pisa-Unione, 3 Giugno 2007

di Matteo Di Lucca

Prologo

Pisa dista 300 Km. La partita sarà trasmessa in diretta su Raitre per il Veneto. L’1-1 dell’andata non promette nulla di buono visto che l’Unione è costretta a vincere all’Arena Garibaldi per andare in finale play-off. Euri da spendere. Ha piovuto per tutta la settimana. La Vale ha tutte le ragioni per essere titubante.

Mercoledì decidiamo di andare a Piazzale Roma e comprare i biglietti. Certe partite non si possono vedere a casa davanti alla televisione perdendosi l’odore dell’erba appena tagliata, il frastuono degli spalti, i volti e le espressioni delle persone che ti stanno accanto, la condivisione di gioia e dispiaceri, la visione dalla curva che ti regala una prospettiva diversa ma personale.

1. Partiamo in macchina verso le undici del mattino. Fermandoci a fare rifornimento al primo autogrill dopo Padova vediamo passare i quattro pullman organizzati dai ragazzi di “A sostegno di un ideale” scortati da due volanti della polizia. Quando li raggiungiamo e sorpassiamo in autostrada la Vale li saluta con la sciarpa fuori dal finestrino. Il viaggio è tranquillo, lungo ma senza intoppi. Ci fermiamo per

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In linea da: 16/05/2007

Emozioni. Unione-Pisa, 13 Maggio 2007

di Matteo di Lucca

L’imponderabile

Come quei film thriller in cui nei primi fotogrammi viene svelato l’omicidio per poi cominciare un lungo flash-back, anche questa cronaca deve iniziare dalla fine. Sono le 16.50, la partita è ancora sullo 0-0 ed è già un pezzo che l’arbitro ha segnalato i minuti di recupero. Romondini viene servito al limite dell’aria e con le ultime forze rimaste scaglia verso la porta un tiro che non sembra irrefrenabile. Il portiere del Pisa si butta sull’angolino alla sua destra, con la mano aperta tocca la palla che però lo scavalca e va in rete. Apoteosi.

1. Oggi si gioca l’ultima partita di campionato e c’è da seguire la partita nostra e delle altre squadre, e fare di continuo conti in classifica. L’Unione spera ancora in una congiuntura astrale che la porti ai play-off; il Pisa può ancora sperare nella promozione diretta. Tra scontri diretti e classifiche avulse, la situazione intricatissima. Per l’Unione una partita da dentro o fuori.

Io e la Vale decidiamo di partire intorno alle 12.30, in anticipo rispetto al solito visto che lo stadio sembra essere tutto esaurito e si prevede un vero e proprio “esodo” di pisani in laguna. La Vale

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In linea da: 16/04/2007

Perquisizioni pesanti. 15 aprile 2007, Unione-Pro Sesto

di Matteo Di Lucca

Prologo

Venerdì 13 aprile. Il Padova gioca all’Euganeo l’anticipo contro la Massese. Io e la Vale, dopo aver bevuto in compagnia di amici un paio di spritz, passiamo in macchina accanto allo stadio e intoniamo una serie di cori nella speranza che la squadra toscana faccia uno “scherzetto” ai biancoscudati. La Vale mi avverte che in curva del Padova c’è il ragazzo di una sua collega, che sicuramente incontreremo domani a un matrimonio. La speranza di un passo falso delle “gallinacce” aumenta ma, rientrato a casa dopo la serata, il televideo è brutale: il Padova ha vinto 3-1. 

Sabato 14 aprile. In attesa degli sposi, costringo la Vale e un suo collega ad andare a bere un caffè. Usciti dal bar scorgo in lontananza la collega della Vale e il suo ragazzo, che si avvicina con ghigno impertinente e mi fa a bruciapelo: “+ 3”. Non accenno alcuna reazione e anche per tutto il periodo del pranzo (nota: 5 ore) non reagisco alle provocazioni e alle continue “gufate” del padovano fiducioso che domani una buona prestazione dell’Unione ci riporti appaiati in classifica.

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In linea da: 13/02/2007

Unione-Sangiovannese, 11 Febbraio 2007

di Matteo Di Lucca

1. Macchina da Padova a Marghera; autobus da Marghera a piazzale Roma; vaporetto da piazzale Roma a Sant’Elena passando per Santa Marta, Zattere, San Zaccaria e Giardini. Certo per noi unionisti che viviamo in terraferma più che una partita in casa sembra ogni volta una trasferta. Molti aspettano lo stadio nuovo, ma, quando si sbuca con il vaporetto dal canale della Giudecca di fronte a San Marco, il panorama e l’atmosfera ti investono e ti rincuorano e, almeno per un attimo, fanno dimenticare il viaggio che dura ore. Ricordo ancora divertito il ritorno in vaporetto, dopo la vittoria al Penzo contro la Lucchese, quella coppia di settantenni venuti dalla città toscana per assistere alla partita. Mentre il marito era ancora visibilmente arrabbiato per la sonora sconfitta della sua squadra la signora era in preda al panico e, quando a ogni fermata il vaporetto urtava l’imbarcadero, emetteva un urlo misto tra paura e stupore. Io, ogni volta, le dicevo: “Signora, a Venezia si va così allo stadio”, e lei divertita mi rispondeva nel suo accento toscano: “Ma io a Lucca allo stadio ci vo in bicicletta o al massimo in macchina

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