In linea da: 07/12/2015

I cachi di San Nicolò

di Maria Turchetto

Ancora su San Nicolò. In occasione della festa, Maria Turchetto ci ha mandato un ricordo relativo a una tradizione introdotta tra le due guerre dalla bisnonna che, per i bambini del paese, mise insieme il santo e i cachi. Con una riflessione sulla teoria evoluzionista di Darwin.

Cent’anni fa (sì, proprio cent’anni fa: nel 1915) la mia bisnonna piantò tre alberi di cachi. Alberi esotici a quei tempi e da quelle parti, ma la mia bisnonna Giovannina era un’innovatrice. Figuratevi che fu la prima in paese a installare un vero WC, un “vaso sanitario chiuso ad acqua”. Era più che un’innovatrice, la definirei un fulgido esempio di “imprenditore-innovatore” schumpeteriano. Fondò un negozio in cui si poteva comprare di tutto, le giovani coppie di sposi potevano trovarci le vere nuziali come i letti e i materassi, oltre naturalmente alla tela per lenzuola, asciugamani, tovaglie, insomma tutto il corredo.

Ma questa è un’altra storia.

Continua a leggere I cachi di San Nicolò

In linea da: 11/02/2015

In ricordo di Bernard Maris, antieconomista (1946-2015)

di Maria Turchetto

Torniamo sulle vicende del 7-9 gennaio, di nuovo con Maria Turchetto che già ci aveva mandato una sua reazione a caldo e ora presenta brevemente il pensiero e l’opera di una delle vittime degli attentati, l’(anti)economista Bernard Maris.

C’è un personaggio davvero notevole fra le vittime della strage al Charlie Hebdo. Non che vignettisti e umoristi come il direttore Charb, Wolinski, Cabu, Tignous non fossero notevoli. Ma Bernard Maris, che sul Charlie si firmava Oncle Bernard, è davvero un caso speciale. Bernard Maris era un economista: professore di Scienze Economiche all’Institut d’Études Européennes di Parigi, era consigliere della Banca Centrale di Francia. Ma anche militante dei Verdi e membro del consiglio scientifico di Attac France, uno dei maggiori movimenti no-global francesi. Non per il gusto di tenere i piedi in due staffe: perché era un oppositore (alle politiche economiche europee, alle ricette del FMI, al pensiero unico neoliberista, al capitalismo) intransigente e radicale impossibile da emarginare – e perciò prezioso.

Continua a leggere In ricordo di Bernard Maris, antieconomista (1946-2015)

In linea da: 15/01/2015

“Oui, je suis Charlie”. Ma chi è Charlie?

di Maria Turchetto

Anche Maria Turchetto ha raccolto il nostro invito a reagire e a riflettere su quanto accaduto il 7-9 gennaio 2015.

La mia identificazione è molto forte, perché dirigo la rivista L’Ateo – non è una rivista satirica, ma farmi beffe dei preti sulle sue pagine è una mia specialità, anche se prendo di mira soprattutto quelli cattolici, preferibilmente di alto rango. Soprattutto, perché da più di venticinque anni collaboro con il Vernacoliere, questo sì un giornale satirico, una realtà di provincia ma che ha forti affinità con il Charlie Hebdo – è un journal bête et mechant, come sottotitola un’altra testata satirica francese, Hara-Kiri. Negli anni ’90 ho disegnato per il Vernacoliere vignette un po’ sconce, che definirei sessual-demenziali, abbastanza simili a quelle di Georges Wolinski, una delle vittime illustri della strage di Parigi. Attualmente scrivo sul Vernacoliere una sorta di “pagina economica”, cercando di smascherare, con tutto l’umorismo possibile in questa tragica materia, le balle che ci propinano i guru dell’economia, un po’ come faceva sul Charlie Hebdo, firmandosi Oncle Bernard, Bernard Maris, economista che odiava gli economisti, altra vittima illustre della strage, autore appunto

Continua a leggere “Oui, je suis Charlie”. Ma chi è Charlie?

In linea da: 24/12/2014

L’evoluzione della donna

di Maria Turchetto

Anticipiamo di poco il rito dei regali, per fare gli auguri di buone feste alle lettrici e ai lettori del sito di storiAmestre. Pubblichiamo il testo di una conferenza tenuta da Maria Turchetto a Venezia, il 1° dicembre 2014; come in altre occasioni, vista la lunghezza, proponiamo le prime pagine del testo qui di seguito, mentre la versione integrale è scaricabile cliccando qui. Si parte da Darwin per arrivare alle più recenti acquisizioni della paleoantropologia, che mettono in evidenza il ruolo della “femmina di homo sapiens” nell’evoluzione del cervello umano: cosa per la quale  “forse le dobbiamo un po’ di gratitudine e un po’ di rispetto. Molto più di quello che per il passato le è stato concesso. Molto più di quello che ancora oggi le viene tributato”. 

La scienza non abita in una torre d’avorio: è inserita in una determinata società ed è parte di una più vasta cultura nella quale deve farsi spazio e prendere posizione, a volte entrando in conflitto con lo “spirito del tempo”, altre volte subendone l’influenza più o meno consapevolmente. Perfino le ricerche sul moto dei corpi celesti

Continua a leggere L’evoluzione della donna