In linea da: 10/02/2017

Come diventare padroni del Veneto, almeno per un po’. Spigolature da un libro di Renzo Mazzaro

di Maria Giovanna Lazzarin

La nostra amica e socia Giovanna Lazzarin ha letto il libro di Renzo Mazzaro, I padroni del Veneto (Laterza, Roma-Bari 2012) e ne ha fatto una scheda per noi. È un contributo alla discussione avviata da Piero Brunello nel novembre scorso: gestione del denaro pubblico, uso privato della cosa pubblica, rapporto tra cittadini e istituzioni, stato di salute della democrazia.

È una pretesa così radicale quella di sapere come sono andate veramente le cose – direbbe Luigi Meneghello1 – che la prima difesa possibile è sottrarsi. Così ho fatto (per quattro anni, da quando è uscito) con il libro I padroni del Veneto di Renzo Mazzaro2 che prometteva per l’appunto di raccontare come erano andate veramente le cose nel Veneto degli ultimi 20 anni. Il testo mi incuriosiva, leggerlo è dovere civico, mi dicevo, ma poi che fare? E l’ombra dell’impotenza che vedevo calare su di me mi spingeva a

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In linea da: 30/11/2015

Riti di lutto per Valeria Solesin. Venezia, novembre 2015

a cura della redazione del sito sAm

In questi giorni abbiamo chiesto ad amici e conoscenti di raccontarci la loro partecipazione alle cerimonie pubbliche dedicate dalla città di Venezia a Valeria Solesin, vittima degli attentati del 13 novembre a Parigi. Pubblichiamo le prime quattro risposte, che ci riportano la veglia del 18 novembre e il funerale del 24 con gli occhi (e i sentimenti) della generazione dei genitori.

Una veglia silenziosa, di Marco E.

Quando ieri sera sono entrato con mia moglie in piazza San Marco, una folla si era già raccolta attorno ai pennoni davanti alla basilica; poco dopo i Mori hanno suonato le sette, e sono comparse le candele accese. C’erano molti lumini spenti ai piedi dei pennoni, e qualcuno li distribuiva in giro. La folla è andata aumentando, ma il brusio rimaneva sommesso. Nessuno sapeva che rito fosse e quindi bisognava inventarlo. Per un po’ l’attività principale consisteva nel cercare di riparare i lumini dall’aria della sera e di riaccenderli quando si spegnevano, chiedendo aiuto ai vicini. Poi un gruppetto che stava davanti alla basilica si è mosso lentamente verso il centro della piazza:

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In linea da: 02/02/2015

Giardini paradisiaci. Dallo “spunti-no storico” del 28 novembre 2014

di Anna Maria Dal Moro, con una presentazione di Maria Giovanna Lazzarin

Pubblichiamo il testo della relazione tenuta da Anna Maria Dal Moro allo “spunti-no storico” del 28 novembre 2014, e dedicata alle immagini dei giardini nel Corano. In una breve introduzione, Maria Giovanna Lazzarin spiega le ragioni di questo incontro con storiAmestre.

Presentazione, di Maria Giovanna Lazzarin

Di uno che va in pensione non si smette mai di dire che è fortunato, ma sotto sotto ci si chiede: che farà mai adesso?

Quando nel 2013 incontrai dopo molto tempo Anna Maria Dal Moro mi disse che una volta andata in pensione aveva realizzato il suo sogno: studiare l’arabo, reiscrivendosi all’università e laureandosi con una tesi sul giardino islamico. Per me fu una doppia sorpresa: da dove veniva il desiderio di studiare l’arabo? che mondo si celava dentro il giardino islamico? 

Nel 2013 storiAmestre si occupava, tra l’altro, di come la nostra specie stesse sottomettendo lo spazio naturale e irreggimentando i fiumi, e cercava segni che andassero invece nella direzione di rispettare i segreti processi delle acque,

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In linea da: 15/10/2014

“Salva Italia” o “Rottama Italia”? Una lettura

di Maria Giovanna Lazzarin

La nostra amica Giovanna Lazzarin invita a leggere RottamaItalia, il recente istant-book reso disponibile in rete dalla rivista “Altraeconomia”. Si tratta di un tentativo di mettere in guardia l’opinione pubblica nei confronti del famigerato decreto “Salva Italia” varato dal governo Renzi nel settembre 2014, e di mobilitarla contro la conversione in una legge che, sotto pretesto di “snellire” la burocrazia e rilanciare l’economia, faciliterebbe l’iter di nuove “grandi opere”, tra cui l’autostrada Mestre-Orte. Ma i rischi legati a queste “grandi opere” (imposte) sono ormai noti: dall’indebitamento pubblico alla speculazione, dalla corruzione alle conseguenze ambientali e paesaggistiche.

1. In Italia vi è da tempo una riflessione e un ripensamento sulle cosiddette “grandi opere”, quelle che necessitano di investimenti importanti e promettono sviluppo e lavoro, ma incontrano spesso l’opposizione dei residenti, preoccupati per l’invasione del loro territorio coi rischi conseguenti, e degli ambientalisti che contestano l’utilità delle opere e il modello di sviluppo a cui si ispirano.

A Venezia, per esempio, il 30 novembre 2013 si è svolto un corteo contro le grandi opere promosso da don Albino Bizzotto, il fondatore

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