In linea da: 31/10/2014

Avvisi per i posteri. Dalla Prima guerra mondiale. 21

di Marco Toscano

Nuovo appuntamento con le letture del nostro amico Marco Toscano intorno alla prima guerra mondiale, e alla guerra in generale.

Cari di storiAmestre,

mentre leggevo nell’Introduzione al pamphlet Militarism versus Feminism che non si può capire il movimento per la pace tra le due guerre in Europa senza l’esperienza delle donne nella Prima guerra mondiale, ho pensato in primo luogo a Helena M. Swanwick, femminista e pacifista fin dal 1914, che nei primi anni Trenta chiese la messa al bando dell’aviazione militare. Subito dopo ho pensato a Vera Brittain, che di fronte ai bombardamenti aerei compiuti dalle forze angloamericane nel 1944, “profetizzò” (prendo il termine dall’Introduzione di Claudia Baldoli all’unica raccolta in italiano di suoi scritti): “La fredda crudeltà che ha causato la distruzione di vite umane innocenti nelle città europee più popolate, e il vandalismo che ha annientato i tesori di alcune delle città più belle, apparirà alla civiltà futura come una forma estrema di malattia criminale dalla quale i nostri leader politici e militari hanno volontariamente scelto di venire colpiti”.

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In linea da: 25/10/2014

Avvisi per i posteri. Dalla Prima guerra mondiale. 20

di Marco Toscano

Finita l’estate, aumentano gli impegni, ma Marco Toscano ha trovato il tempo per mandarci ancora qualche sua lettura intorno alla prima guerra mondiale, e alla guerra in generale.

Cari di storiAmestre,

l’opuscolo che ho sotto gli occhi, Militarism versus Feminism. Writings on Women and War, raccoglie scritti di due donne, Mary Sargant Florence e Catherine Marshall, e di un uomo, Charles Kay Ogden; l’editore è Virago di Londra; l’edizione, del 1987, riprende quella originale del 1915. La mia copia viene da una bancarella, e la pagina che precede il frontespizio porta una firma che non riesco a decifrare.

Nelle prime righe dell’Introduzione, le curatrici Margaret Kamester e Jo Vellacott spiegano di aver pubblicato il libro per dimostrare la falsità dell’immagine che viene normalmente data del femminismo del primo Novecento. Si dice infatti che il femminismo chiedeva il diritto al voto alle donne, appoggiò la guerra e alla fine fu ricompensato con la concessione del suffragio. Non è vero, sostengono le curatrici: c’era anche un movimento femminista pacifista che reclamava un cambiamento sociale e un nuovo ordine internazionale, opponendosi alla

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