In linea da: 30/06/2014

Avvisi per i posteri. Dalla Prima guerra mondiale. 10

di Marco Toscano

Decimo appuntamento con le letture del nostro amico Marco Toscano intorno alla prima guerra mondiale, e alla guerra in generale.

Cari di storiAmestre,

leggere la didascalia al “Foglio sparso con poesia” di Nevio e Plinio Vecchiato che avete pubblicato proprio il 28 giugno, giorno centenario, mi ha fatto pensare al famoso incipit del Buon soldato Sc’veik. Il romanzo inizia con un dialogo in un appartamento di Praga pochi giorni dopo l’episodio (che nessuno ancora considerava un evento storico): «“Sicché ci hanno ammazzato Ferdinando”, disse la fantesca al signor Sc’vèik” [….]. “Quale Ferdinando, signora Müller?” domandò Sc’vèik»…

Il buon soldato Sc’vèik, di Jaroslav Hašek, uscì a Praga in quattro parti tra il 1921 e il 1923. Protagonista delle vicende è un uomo che a Praga vende cani di cui compila fantasiose genealogie: richiamato nel 1914 nelle fila dell’imperial regio esercito dopo essere stato riformato, fa lo scemo dall’inizio alla fine, dichiarandolo a ogni occasione (“da militare io sono stato riformato per idiozia, e dichiarato ufficialmente idiota da una commissione straordinaria. Io sono un idiota in piena regola”). 

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