In linea da: 31/12/2015

Intimità marrana

di Giovanni Levi

Le riflessioni di uno storico e biografo su come affrontare la questione dell’intimità: i rapporti tra biografia e vita, tra storia e psicanalisi, tra autore e personaggi, tra ricerca d’archivio ed esperienze e ricordi autobiografici. Questo saggio, inedito in italiano, è uscito in francese, sotto il titolo Intimité marrane, sulla rivista di psicanalisi Penser/Rêver (n. 25, 2014, pp. 103-113).

L’intimità è una emozione ambigua, che possiamo osservare dall’esterno ma che non possiamo verbalizzare. Ed è ambigua anche nel momento in cui si vive direttamente. È di fatto il luogo in cui convivono in conflitto conscio e inconscio, la divaricazione fra la vita conscia della veglia e quello che riappare nei sogni. La stessa intimità con sé stessi, la propria vita intima si manifesta come emozione ma non può superare la contraddittorietà dell’accettazione e della resistenza, dell’abbandono e della scelta. Gli storici e i biografi – è questo il mio mestiere – si scontrano sempre con la sensazione che le biografie cha ricostruiscono siano false, troppo coerenti, troppo lineari per affrontare davvero la vita dei personaggi che studiamo. Le vite che raccontiamo rischiano

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In linea da: 01/10/2015

Possiamo fare a meno della verità? (Una storia della storia culturale)

di Giovanni Levi

Il nostro amico Giovanni Levi ci permette di pubblicare il testo fatto circolare il 28 settembre 2015 in occasione della lezione – “Une histoire de l’histoire culturelle” – che ha tenuto a Firenze, presso l’Istituto Universitario Europeo, in occasione dell’apertura dell’anno accademico 2015-2016. Una riflessione sulla storiografia recente, sull’utilità e i danni della storia culturale, con un elogio del continuo sforzo della ricerca della verità, e l’auspicio che una storiografia capace di riprendere in debito conto la dimensione sociale sia capace di “spiegare il significato e la possibilità dell’agire degli uomini e, perché no?, [di] trasformare il mondo”.

1. Per parlare di storia culturale mi pare necessario partire da due considerazioni, forse banali ma essenziali. La prima è l’osservazione su una fondamentale differenza fra storia e fiction. Gli storici scrivono sempre lo stesso libro: ogni anno escono cinquanta libri su Filippo II o su Napoleone. Mentre Guerra e pace non può essere ripetuto, gli storici continuano a moltiplicare i punti di vista e le interrogazioni sulla medesima realtà, inesauribile. Questo non vuol dire che la storia e la letteratura non abbiano in comune un

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In linea da: 16/01/2015

Quali sono le cose su cui riflettere dopo il 7 gennaio 2015?

di Giovanni Levi

Terzo intervento in merito a quanto accaduto a Parigi e in Francia. Dove Giovanni Levi invita a riflettere su temi diversi da quelli della libertà di stampa.

La libertà di espressione è senz’altro uno degli aspetti della vicenda, ma sarebbe molto riduttivo parlare di quello che è successo a Parigi solo come un problema di libertà di stampa. Non è un caso che alla grande manifestazione di Parigi abbiano partecipato numerosi capi di stato che impediscono anche la più elementare libertà di stampa insieme a molte altre libertà essenziali (delle donne per esempio). Quindi dobbiamo domandarci se le risposte che vengono e verranno date, che saranno certo in direzione di controlli di internet, violazioni di libertà di stampa ecc., siano una risposta legittima e in ogni caso sufficiente a atti terroristici.

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In linea da: 17/09/2010

La Bibbia secondo Zaia, Gelmini e Scola

di Giovanni Levi

Dopo aver letto la notizia che il governatore della Regione Veneto Zaia intende regalare una copia della Bibbia a ogni studente veneto, abbiamo chiesto un parere a Giovanni Levi. Ecco la sua gentile risposta.

Cari amici di sAm,

mi chiedete se ho letto la notizia che Zaia regalerà la Bibbia a ogni studente veneto, con plauso della Gelmini ed entusiasmo del patriarca di Venezia Scola.

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