In linea da: 27/10/2016

Libri di famiglia (anni Settanta-Ottanta)

di Gigi Cameroni

Tra le poche cose di mia nonna, la mamma di mia mamma, arrivate sino in casa mia c’è questo libretto Il mio bambino. Era un omaggio del settimanale Bella alle sue lettrici, allegato al numero 38 di un anno che non riuscirò mai a sapere, ed è diventato un residuo, un rimasuglio di un archivio di famiglia mai curato e disperso pezzo per pezzo, a ogni grande pulizia, viaggio tra cantina e soffitta alla ricerca di spazio in casa, trasloco.

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In linea da: 09/10/2014

Vivere a Vajont. Una lettura

di Gigi Cameroni

Riceviamo e pubblichiamo un’ampia scheda di lettura relativa al libro di Monica Musolino, New towns post catastrofe. Dalle utopie urbane alla crisi delle identità (Mimesis, Milano 2012).

Da casa, 9 ottobre 2014

Cari amici di storiAmestre,

nel 2013 ho seguito con attenzione la vostra serie di articoli in occasione del cinquantesimo anniversario del Vajont. Qualche mese fa ero a Parigi, in visita a un amico che fa l’insegnante. Un pomeriggio che sono andato a prenderlo a scuola, ho notato subito l’illustrazione di copertina di un libro che aveva sul suo tavolo in sala insegnanti (ho questa abitudine, talvolta indiscreta, di dare sempre un’occhiata ai libri che vedo sparsi sui tavoli o sugli scaffali): facile riconoscere la diga del Vajont. Incuriosito, gli ho chiesto in prestito il libro e ho preso qualche appunto, che ora – a distanza di tempo e pur senza poter verificare di nuovo l’originale – ho pensato di proporvi: sia perché è un libro che non si trova facilmente (stando al catalogo opac-sbn si trova in tre biblioteche, si direbbe solo in quelle del deposito legale), sia perché

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In linea da: 22/03/2014

Dimmi che amici hai, ti dirò che storico sei. Una lettera con lettura

di Gigi Cameroni

Il nostro Gigi Cameroni di recente ha ricevuto un consiglio da un amico: leggere un saggio dello storico Arnaldo Momigliano. Poi ha deciso di consigliarlo anche a noi. È un modo di fare che ci piace: questo genere di scambi è alla base dell’esistenza del nostro sito.

Cari amici di storiAmestre,

questa volta non ho aspettato molto per rifarmi vivo. Ho pensato di nuovo a voi dopo aver letto un saggio di Arnaldo Momigliano (1908-1987), storico dell’antichità e professore universitario che dai primi mesi del 1939 fu in esilio in Inghilterra, in seguito alle leggi razziali; durante la guerra avrebbe collaborato alle trasmissioni di Radio Londra, di cui avete parlato di recente; dopo la guerra decise che la sua carriera sarebbe proseguita stabilmente oltre Manica. 

Il saggio si intitola Le regole del giuoco nello studio della storia antica. Lasciate stare che io non l’avevo mai letto prima: è molto noto, sono sicuro che tanti di voi lo conoscono. Io l’ho trovato nella raccolta di Momigliano,

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In linea da: 27/02/2014

Borsa di materiale riciclato (anni 2010)

di Gigi Cameroni

Borsa di materiale riciclato, dimensioni approssimative: 38x31x13 centimetri (più i manici). È fatta di quelle sottili bande di plastica che si usano per l’imballaggio di materiali edili (mattoni, piastrelle, ecc. Chi ha fatto lavori in casa di recente le riconoscerà subito, ma per intenderci è frequente vedere una versione più fina usata per chiudere gli scatolotti che contengono risme di carta A4). Storici e archeologi del futuro (remoto) la usaranno per dire qualcosa sullo stato del settore edile all’inizio del XXI secolo?

Me l’ha regalata un amico qualche tempo fa, direi i primi mesi del 2012, presentandomela come “l’ultimo ritrovato dell’ingegnosità del Nord-est”. Conteneva alcuni libri, in tutto un bel peso. Fatte un po’ di prove di resistenza, ho constatato che è l’ideale per trasportare bottiglie di vino, ne può contenere tra le otto e le dieci (piene). Durerà? Lo spero, ma anche nell’immagine sono evidenti le deformazioni per il carico eccessivo e l’uso troppo frequente.