In linea da: 12/05/2015

Il femminismo pacifista e la Prima guerra mondiale

di Giannarosa Vivian

Pubblichiamo il testo dell’intervento che Giannarosa Vivian ha tenuto all’incontro pubblico Mai in nome della guerra, organizzato dall’associazione culturale “I Sette Nani” in collaborazione con la Municipalità di Chirignago Zelarino il 15 marzo 2015. Segnaliamo che il testo del discorso di Jane Addams, alla presidenza del Congresso Internazionale delle Donne per la Pace del 1915, sarà pubblicato nelle “pagine di storiAmestre” del prossimo Quaderno dell’associazione, in uscita a fine maggio: seguiranno presto ulteriori informazioni.

Il Congresso dell’Aja

Dal 28 aprile al 1 maggio 1915 si svolse all’Aja il Congresso Internazionale delle Donne per la Pace. L’Europa era in guerra da poco meno di un anno, e di lì a un mese sarebbe entrata in guerra anche l’Italia. Il Congresso, organizzato da donne provenienti tanto da Paesi belligeranti quanto da Paesi neutrali, rappresenta un momento importante della storia del femminismo pacifista – e del pacifismo in generale –, perché fu il primo a essere organizzato a livello internazionale con la guerra in corso, e dopo che i partiti socialisti – tranne quello italiano – si erano schierati a fianco dei rispettivi governi. Benché

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In linea da: 12/12/2014

Viene la Santa Lucia. Ricordi

di Giuliana Bertacchi, a cura di Giannarosa Vivian

Pubblichiamo un ricordo inedito di Giuliana Bertacchi (1938-2014) sul rito dei doni ai bambini la notte dal 12 al 13 dicembre a Bergamo: come diceva la filastrocca, “con la borsa del papà / Santa Lucia / la ‘egnerà”. Regali e classi sociali tra gli anni della seconda guerra mondiale e il primo dopoguerra; le ragioni di una certa antipatia per Santa Lucia a distanza di cinquant’anni. Con una nota di Giannarosa Vivian. Cogliamo l’occasione per ricordare che il 19 dicembre 2014 la Giunta comunale di Bergamo conferirà  a Giuliana la benemerenza cittadina 2014.

A Bergamo (e provincia) “viene” la Santa Lucia, nella notte tra il 12 e il 13 dicembre. La formula tra i bambini era appunto: “A te, chi ti viene?”. Era negli anni di guerra e del primissimo dopoguerra, quando gli sfollati milanesi, soprattutto delle classi medio-alte, erano approdati in città alta, anzi nelle ville dei colli (San Vigilio, etc.).

A loro, invece, “veniva” Gesù Bambino. Lo consideravamo una barbarie, anche perché non c’era coreografia di asinelli con ceste; solo un

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In linea da: 12/03/2014

La prima guerra mondiale nei ricordi di Agatha Christie

di Giannarosa Vivian

Giannarosa Vivian ha letto l’autobiografia di Agatha Christie e ce ne ripropone le parti relative agli anni della prima guerra mondiale. È il periodo in cui la ventenne Agatha Miller lavora come infermiera in un ospedale di Torquay, sulla costa del Devon, che accoglie anche i feriti dal fronte; si sposa prendendo il cognome di Christie; quando viene destinata a un monotono lavoro nel dispensario, comincia a pensare le sue storie poliziesche e crea Hercule Poirot. E gli ultimi mesi della guerra li passa a Londra, alle prese con le incombenze di una giovane donna che si trova a mandare avanti una casa.

1. Prima del 1913 non si era avuta alcuna premonizione della guerra, ricorda Agatha Christie nell’autobiografia che scrisse tra il 1950 e il 1965 e che uscì postuma nel 1977 (An Autobiography, Collins, London), tradotta l’anno dopo in italiano col titolo La mia vita (traduzione di Maria Giulia Castagnone, Mondadori, Milano 1978).

«Gli ufficiali di marina a volte scuotevano il capo e mormoravano “Der Tag”, ma l’avevamo già udito con tanta frequenza negli ultimi anni da finire

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In linea da: 29/10/2013

Il Villaggio marino di Caroman. Una gita e un libro (agosto 2012)

di Giannarosa Vivian

Un libro nel cestino della bici: nell’estate 2012 Giannarosa Vivian fa una gita a Caroman, un’oasi naturalistica all’estremità sud dell’isola di Pellestrina, usando come guida per la sua escursione una breve storia del villaggio marino sorto in una parte dell’area a inizio Novecento, pubblicata verso la fine degli anni Sessanta e praticamente introvabile. Il consiglio di Giannarosa Vivian è visitare l’oasi prima che venga realizzato il progetto di costruzione di 42 villette già approvato dalle autorità locali. E muoversi per scongiurare il peggio. Anche grazie al lavoro delle associazioni ambientaliste, i lavori al momento sono bloccati, ma chissà per quanto…

1. Chi ha percorso i viottoli sterrati dell’oasi di Caroman – e d’estate probabilmente lo avrà fatto fermandosi a cogliere le grosse more che piegano i rami dei rovi – sa che girando a sinistra si arriva in spiaggia. Chi invece è andato dritto, seguendo la stradina polverosa che sale e scende dolcemente fino alla laguna, si sarà trovato davanti lo skyline elegante di Chioggia, soffuso di una leggera foschia nel caso di una giornata calda. L’Adriatico a sinistra, Chioggia

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