In linea da: 19/05/2017

Alain in musica

a cura di Giacomo Corazzol

La rubrica dedicata ad Alain «editorialista di ieri», che ci ha accompagnato dal maggio 2013, si è chiusa all’inizio del 2017. Continuiamo però a tornare sulla fortuna di Alain in Italia: dopo gli incroci del filosofo francese con Carlo Levi e con Indro Montanelli, Giacomo Corazzol ci propone quello con il musicista Goffredo Petrassi.

Nel 1960 Goffredo Petrassi (1904-2003) compone Propos d’Alain, per baritono e dodici esecutori (clarinetto, corno inglese, trombone tenore, marimba, xilofono, timpani, due viole, due violoncelli, due parti di percussione), stampato a Milano da Suvini Zerboni nel 1962. La prima esecuzione del pezzo, commissionato dal Terzo Programma della Rai, viene trasmessa su quel canale il 31 marzo 1961. Baritono Scipio Colombo. Dirige Ettore Gracis. Il propos tradotto e musicato da Petrassi parla de “l’homme de Dieu”, e sotto questo titolo Maurice Savin lo ha incluso nella raccolta di Propos da lui curata per la “Bibliothèque de la Pléiade” (1956), da cui Petrassi ha attinto il testo.

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In linea da: 25/02/2017

Un incontro impossibile. Alain e Montanelli nel 1951

di Giacomo Corazzol

Al curatore della rubrica Il mondo di oggi guardato da un editorialista di ieri, che pubblichiamo dal maggio 2013, è capitata sotto gli occhi un’intervista ad Alain firmata da Indro Montanelli e datata maggio 1951. Al termine della lettura, perplesso per molti dettagli del testo, Giacomo Corazzol ha fatto qualche verifica: l’autenticità dell’incontro tra Alain e Montanelli è, per usare un eufemismo, molto dubbia.

Nel 1951 l’editore Leo Longanesi pubblicava Tali e quali, secondo volume degli Incontri di Indro Montanelli (il primo era uscito nel 1950). Seguiva, tra i tanti lavori del giornalista, il romanzo Qui non riposano (1945) – “la Iliade del qualunquismo”, secondo Italo Calvino1 – e Il buonuomo Mussolini (1947), in cui Montanelli “rendeva di pubblico dominio un testamento mussoliniano palesemente falso, nel quale il duce ripercorreva in chiave assolutoria il cammino del regime fascista. Se egli aveva portato l’Italia a perdere

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In linea da: 17/02/2017

Il mondo di oggi guardato da un editorialista di ieri. 34

di Alain, a cura di Giacomo Corazzol

Nuovo appuntamento con il filosofo francese Alain letto e tradotto da Giacomo Corazzol.

Del sublime, di Alain

Considerando gli uomini, ciò che ricercano, ciò che ammirano, ciò che disprezzano e, insomma, ciò che pagano più caro, riconosco in tutti il sentimento del sublime. Il marchio regale è la noia. Non c’è uomo che non si annoi della propria vita animale. Tutti gli spettacoli presentano il sovrumano, anche di un giocoliere o di un equilibrista. All’uomo garba solo vincere e, se non può vincere, ammira. Esigente, a questo proposito, ma generoso. L’altro côté, fatto di gelosia, di invidia, di meschinità, lo vedo negli autori di second’ordine, che sono persone affaticate; ma l’uomo vivo non è affatto come lo vogliono dipingere; essi stessi non sono così, non cercano altro che l’occasione di ammirare; è così che li colgo di fronte ai resti di un acquedotto, o a Shakespeare, oppure se leggono o recitano dei bei versi; sono religiosi allora; dicono la loro preghiera all’uomo. Il culto dell’uomo è antico quanto l’umanità.

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In linea da: 20/10/2016

Il mondo di oggi guardato da un editorialista di ieri. 33

di Alain, a cura di Giacomo Corazzol

Nuovo appuntamento con il filosofo francese Alain letto e tradotto da Giacomo Corazzol.

Far dormire i propri pensieri, di Alain

Prima di dormire a nostra volta, dobbiamo far dormire i nostri pensieri. Questo però non va bene, perché voler addormentare un pensiero vuol dire pensare; e pensare vuol dire svegliarsi. Ogni pensiero ci mette in allerta; e questo è naturale in un universo non ha promesso nulla. In ogni situazione l’uomo che veglia calcola velocemente cosa può servire e cosa può nuocere, senza cullarsi nelle illusioni, come si dice così bene. Al contrario, ad addormentarci è la piacevole illusione secondo la quale tutto va per il meglio e non c’è nulla che meriti attenzione. Notate come questo modo di vedere le cose sia un sogno. Si dice: “Voi sognate” a un uomo che non abbia fatto una rivista esatta e, in un certo senso, militare di ciò che ha e di ciò che gli manca. Bisogna dunque sognare prima di dormire; verosimilmente la maggior parte dei sogni si fa prima del sonno.

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