In linea da: 19/04/2016

“In contrasto col pensiero e l’agire dominanti”. Un ricordo di Pietro Pinna (1927-2016)

di Elena Iorio

Il 13 aprile scorso è morto Pietro Pinna, che, rifiutando di svolgere il servizio militare, nel 1948, riuscì a sollevare la prima discussione pubblica sul diritto di obiezione di coscienza in Italia. Elena Iorio lo ricorda ricostruendo, anche sulla base di documenti inediti, le vicende del suo rifiuto e del processo che ne seguì.

Il 13 aprile 2016 è morto Pietro Pinna, il più famoso obiettore di coscienza al servizio militare italiano. Non fu il primo giovane a rifiutarsi di impugnare le armi, di indossare la divisa o di sottostare alla disciplina militare, ma fu il primo che in Italia rifiutò il servizio militare fornendo pubblicamente una motivazione etica laica alla sua scelta, non legata cioè a motivi religiosi o politici. Fu grazie al suo gesto, e al processo che ne scaturì, che si aprì in Italia la discussione sul diritto negato di dire “no” alla guerra e alle armi. Fu con Pinna che iniziò il lungo e tormentato cammino di richiesta di emanazione di una legge in favore dell’obiezione di coscienza che arriverà solo nel 1972.

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In linea da: 14/06/2013

Da Gezi Park, Istanbul, 27 maggio-10 giugno 2013

Valentina Marcella intervistata da Elena Iorio

Elena Iorio, socia e membro del direttivo di storiAmestre, ha intervistato la sua amica, Valentina Marcella, che dagli ultimi giorni di maggio partecipa, a Istanbul, alle manifestazioni in difesa di un parco cittadino. Il Gezi Park è diventato un simbolo della salvaguardia del paesaggio urbano, della resistenza a decisioni imposte dall’alto e in base a calcoli economici, a scapito della vita quotidiana dei cittadini, e della libertà di manifestare: in Turchia, ma non solo.

Valentina Marcella è un’amica e compagna di studi che da poco più di un anno ha deciso di trasferirsi definitivamente a Istanbul, città dove aveva già vissuto in passato, per periodo più brevi, e che ormai conosce bene, anche per il fatto di parlare correntemente il turco. Valentina sta per concludere una tesi di dottorato in storia su satira ed esercito in Turchia negli anni Ottanta.

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In linea da: 12/04/2012

Riunioni per il Quaderno numero 12

di Elena Iorio

Pubblichiamo il testo dell’intervento tenuto da Elena Iorio il 31 marzo 2012, in occasione del pomeriggio di studi “Venezia 1848. Ripensare la rivoluzione”. Ricordiamo che è possibile leggere alcune pagine del Quaderno numero 12 su questo sito.

Cambiare il punto di vista

Sono molto felice di partecipare a questo incontro per due ragioni principali. La prima è che vedere seduti attorno allo stesso tavolo Adolfo Bernardello, Piero Brunello e Paul Ginsborg, a più di trent’anni dalla pubblicazione del loro Venezia 1848-49: la rivoluzione e la difesa (Comune di Venezia, Assessorato agli Affari Istituzionali, Venezia 1979), è un po’ come assistere alla riunione dei Beatles. Il secondo motivo per cui sono felice di essere qua è che finalmente viene presentato il Quaderno che forse, tra tutti quelli pubblicati da storiAmestre in sei anni, è quello che ha avuto la gestazione più lunga e tormentata. Rivolta e tradimento è un lavoro che è stato a lungo pensato e discusso, più volte iniziato e poi messo da parte; un lavoro che alla fine è stato completato grazie

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In linea da: 27/01/2012

La poesia della storia

di Elena Iorio

Pubblichiamo l’intervento tenuto da Elena Iorio il 18 gennaio 2012, al terzo incontro del ciclo “Insegnare la storia, trasmettere la memoria, oggi” organizzato dall’Anpi di Venezia e coordinato da Ruggero Zanin.

1. Piccola digressione personale

Per questo incontro del ciclo “Insegnare la Storia…”, gli organizzatori ci avevano posto una domanda di partenza ben precisa: “Qual è il senso della storia?”. Domanda estremamente complicata che ho preferito girare in un “perché studiamo e scriviamo di storia?”.

Sapendo che a questo incontro avrebbero partecipato anche molti studenti – oltre che insegnanti – ho pensato di rispondere a questa domanda con un consiglio bibliografico. I motivi per rispondere con un libro sono principalmente due: prima di tutto un buon libro a volte aiuta molto di più di decine di conferenze; un libro, un buon libro, può essere letto e riletto e prevede una certa partecipazione attiva del pubblico che non sempre si può verificare in circostanze pubbliche. Il secondo motivo è che provo un attaccamento particolare per il libro di cui ora andrò a parlare. Si tratta di un libro che lessi per la prima volta a 17 anni,

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