In linea da: 20/06/2017

Quel pasticciaccio brutto. Una lettera sulla Superstrada Pedemontana Veneta

di Morena Bragagnolo

Una lettera di Morena Bragagnolo, del Forum Salviamo il paesaggio – Coordinamento Asolo-Castellana, ci fa tornare sulla questione della superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta di cui abbiamo parlato alla fine del 2016.

Cosa c’è di nuovo nelle campagne fra Vicenza a Treviso? Niente. Solo 94,5 chilometri per 24,5 metri di sezione di cantieri aperti a macchia di leopardo nei 26 comuni interessati dal progetto della Superstrada a pedaggio Pedemontana Veneta (SPV). Di questi oltre 90 chilometri, 50  sono in trincea, 26,5  in rilevato, 7,8  in gallerie semi-naturali e 5,9  in gallerie artificiali. Più altri 53 chilometri di viabilità secondaria che, con gli attuali chiari di luna, sembra non saranno mai realizzati. Per un costo stimato di circa 3 miliardi di euro, a carico di un concessionario, la Sis, che non è in grado di trovare sul mercato un investitore disposto a metterci il capitale per finanziare i lavori. Perché? Perché l’investimento non è ritenuto bancabile dalla Banca Europea degli Investimenti (BEI) né tanto meno giustificato, visto che i benefici sociali sono trascurabili rispetto ai costi.

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In linea da: 12/06/2017

La biblioteca civica “compressa” di Vittorio Veneto

di Enrico Zanette

Dal nostro corrispondente da Vittorio Veneto, un invito a guardarsi intorno e a studiare la storia dei luoghi che si frequentano, in questo caso una biblioteca civica.

1. Computer spento, cellulare in vibrazione, libro aperto sotto la pressione della mano sinistra. Il ronzio dei neon, fino a quel momento impercettibile, si fa invadente. Comincio a seguire il procedere incerto di un’incisione sul tavolo. Osservo più in là una matassa di cavi elettrici sparsi sopra la moquette consunta. Sono gli alimentatori dei computer collegati a una ciabatta bianca che pesca elettricità da un pozzetto del pavimento. Dietro, sullo sfondo, intravedo una libreria disordinata. Distinguo i tagli beige e accidentati di alcuni libri che stanno addossati ad altri, in doppia fila, distesi, di sbieco, di taglio, sospesi… compressi tra i ripiani, tra il muro e la libreria. Mi accorgo solo in quel momento di osservare un luogo che frequento da anni e mi viene in mente un aggettivo: compressa.

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In linea da: 02/06/2017

Giorgio Bassani, la storia e il paesaggio

di Alberto Cavaglion

Nell’ottobre 2016, per un imprevisto, Alberto Cavaglion non è riuscito a venire a Mestre a presentarci la sua lettura di Giorgio Bassani come storico del fascismo, dell’antifascismo e dell’ebraismo italiano del Novecento. Ci fa piacere che questo incontro si realizzi sul nostro sito, per di più un 2 giugno. Come sempre quando i saggi sono lunghi, presentiamo qui di seguito solo le prime pagine, omettendo alcune note; per leggere la versione integrale del testo, cliccare qui.

Intendevo essere uno storico, uno storicista, non già un raccontatore di balle.

Giorgio Bassani

Premessa

Pur senza arrivare ad aggredire il “raccontatore di balle”, molto si è tuonato contro Bassani. Lecito chiedersi, celebrandosi il centenario della nascita, se la responsabilità sia da ascrivere tutta – com’è d’uso – agli unici imputati finora portati in giudizio, i letterati del gruppo 63, e non anche agli storici. Il discorso non riguarda naturalmente soltanto Bassani. Ci si è soffermati in genere poco, troppo poco, per esempio, su Calvino e Meneghello storici della Resistenza, su Elsa Morante e Carlo Levi

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In linea da: 11/05/2017

Folk revival, canto sociale e Carosello. L’educazione sentimentale delle generazioni del miracolo economico e il controcanto

di Piero Brunello

Pubblichiamo il testo dell’intervento di Piero Brunello alla presentazione del libro La musica folk. Storie, protagonisti e documenti del revival in Italia (2016), curato da Goffredo Plastino, che si è tenuta presso il dipartimento di studi umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia il 28 marzo 2017.

Il libro curato da Goffredo Plastino1 raccoglie una mole poderosa di documenti e discussioni relative al folk revival in Italia dagli anni Sessanta del Novecento a oggi: una raccolta di scritti spesso di difficile reperimento, utilissimo repertorio per ricostruire un fenomeno. In un’intervista del 1971 Caterina Bueno preferiva parlare di “canzone popolare” e non di folk (p. 627), e così si diceva comunemente. Plastino parla invece di folk per non confonderlo con il popular (pop): Mamma mia dammi cento lire è folk, Lucio Battisti è popular (pop). Mi atterrò anch’io a questo lessico, e

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