In linea da: 31/03/2018

“’Na ssciacquata de bbocca”. I sonetti romaneschi di Belli in Primo Levi

di Alberto Cavaglion

Una sorpresa nell’uovo, ovvero una strenna che si chiude evocando una primavera della vita: Alberto Cavaglion, partendo da una riflessione sul rapporto tra vero e verosimile nel travestimento letterario di fatti e persone reali, presenta un Primo Levi lettore e «parodista» di Gioacchino Belli. (Questo breve saggio è già apparso nel 2014 su una rivista di italianistica pubblicata in Catalogna.)

per Elio Di Michele

Tutti i grandi personaggi di Se questo è un uomo, da Pikolo a Henri, hanno faticato a riconoscersi nella loro trasposizione libresca. Cesare, il personaggio che compare già nel primo libro, e poi si espande ne La tregua, non si è sottratto al dilemma del vero e del verosimile: anzi, è stato il personaggio che più ha alzato la voce quando ha visto la sua immagine riflessa e deformata nella pagina.

Continua a leggere “’Na ssciacquata de bbocca”. I sonetti romaneschi di Belli in Primo Levi

In linea da: 17/03/2018

“Siamo noi, questi refrattari”. La Comune, Jules Vallès e Felice Cameroni

di Filippo Benfante

18 marzo 1871-18 marzo 2018: per l’anniversario della Comune di Parigi, pubblichiamo un saggio in cui Filippo Benfante ripercorre le vicende della prima traduzione italiana dei Refrattari di “Giulio Vallès, membro della Comune”, promossa dal giornalista e critico letterario della Scapigliatura milanese Felice Cameroni. All’indomani degli eventi di Parigi, Cameroni proponeva di leggere i Réfractaires celebrati da Vallès nel decennio precedente per rompere i canoni tanto estetici quanto politici dell’Italia post-risorgimentale: “bohème, avanguardia del proletariato che soffre ed anela distruggere la schiavitù dei bianchi, ed il vassallaggio del lavoro alla bancocrazia”.

È possibile anche scaricare un pdf del testo, con illustrazioni, cliccando qui.

Introduzione“Siamo noi, questi refrattari”. La Comune, Jules Vallès e Felice Cameroni

In linea da: 24/02/2018

Viaggio nella vita. Ricordo di Franco Kim Arcalli

di Gianni Scarabello

Quarant’anni fa, il 24 febbraio 1978, moriva Franco Kim Arcalli. Lo ricordiamo pubblicando una commemorazione scritta nel 1980 dall’amico Gianni Scarabello, studioso di storia di Venezia e docente a Ca’ Foscari. Arcalli, nato nel 1929, partecipò giovanissimo alla Resistenza a Venezia e nel Veneto col nome di Kim (fu tra i protagonisti della “beffa del teatro Goldoni” il 12 marzo 1945); dopo la guerra divenne un importante sceneggiatore (ricordiamo solo C’era una volta in America di Sergio Leone) e montatore (tra le sue collaborazioni, quelle con Michelangelo Antonioni e Bernardo Bertolucci). Nel ricordare l’amico, Scarabello delinea i contorni di una Venezia popolare degli anni Cinquanta, l’ambiente culturale e politico legato al Circolo del cinema Pasinetti, racconta le trame di film e film-inchiesta che Kim non riuscì a realizzare, tra cui uno in cui pensava di dare voce agli ex partigiani, a 10-15 anni dalla Liberazione: secondo Scarabello, “un bilancio per riliberare il giudizio alle possibilità del futuro”.   Per alcuni di quelli che nel 1945 erano ragazzi a Venezia, i giorni di fine aprile furono come una rappresentazione: uomini e donne in abiti civili e armati per le calli, i

Continua a leggere Viaggio nella vita. Ricordo di Franco Kim Arcalli

In linea da: 16/01/2018

In città. settembre-novembre 2017

di Claudio Pasqual

Le ultime note, tra l’estate e l’autunno. Pescare, suonare, ascoltare in città. Il centenario di Porto Marghera al Vega e la ricorrenza della Madonna della Salute in centro. Mestre vecchia e nuova insieme: giardinetti, bancarelle e centri commerciali. Negozi che chiudono e vie che si riprendono. Una banda per il patrono. Turisti in città, sulle tracce di Daniele Manin. Con un commiato da una rubrica che finisce.

8 settembre 2017

Dietro il multisala IMG un pescatore sul Marzenego tiene ad alto volume la musica del suo lettore portatile.

AVM, l’Azienda Veneziana della Mobilità, ha disseminato il centro città di rastrelliere antifurto di un colore rosso squillante. E le ha anche firmate: sono segnalate con un cartello di parcheggio (la “P” in campo azzurro usata anche per le automobili) che espone anche il logo della municipalizzata.

Lo Scarpon, storica osteria mestrina chiusa da tempo per il fallimento dell’ultimo proprietario, adesso è in vendita: sulle serrande abbassate di via Manin è spuntato il cartello di un’agenzia immobiliare.

Continua a leggere In città. settembre-novembre 2017