In linea da: 23/06/2014

Il Risorgimento della Lega Nord

di Anna Di Qual

Pubblichiamo il testo dell’intervento tenuto da Anna Di Qual il 24 maggio 2014, in occasione della festa di storiAmestre, dove l’autrice riprende e sintetizza il suo articolo Revisionismo leghista a 150 anni dall’unità d’Italia, pubblicato su “Italia contemporanea”, aprile 2014, n. 274, pp. 120-157.

Con questo intervento, propongo di leggere il centocinquantenario dell’Unità d’Italia attraverso le lenti della Lega Nord, basandomi sull’analisi dell’annata 2011 della Padania, l’organo ufficiale del partito, e di alcune pubblicazioni di stampo divulgativo e argomento risorgimentale pubblicizzate dal giornale leghista nel corso dell’anno giubilare. Inizierò descrivendo la posizione della Lega nei confronti delle celebrazioni del 2011, cercando di interpretare le molteplicità di significati che la sua posizione sottende, per poi soffermarmi su alcuni nodi della narrazione (o meglio contro-narrazione) elaborata in quell’anno dal Carroccio sul Risorgimento e sulla storia d’Italia. Come si sa, i grandi anniversari nazionali costituiscono un oggetto di ricerca di notevole importanza: portando il passato sulla scena del presente, essi diventano degli ideali osservatori che permettono di cogliere le dinamiche più profonde del corpo sociale e di studiare il complesso rapporto che una società intesse con la sua

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In linea da: 22/12/2012

Un restauro o un falso storico? Notizie da Sutrio (Udine)

di Anna Di Qual

Torniamo sul tema aperto da Claudio Zanlorenzi sulle scritte di forte Mezzacapo a Mestre. Anna Di Qual abita a Sutrio, un paese in provincia di Udine che – ci racconta la nostra corrispondente – conserva alcune scritte fasciste, ma nel 1944 fu parte del territorio della repubblica partigiana della Carnia. Fu anche luogo di un eccidio commesso da soldati delle SS e della RSI. Vicino a dove ogni anno si commemora quel tragico fatto, un committente privato fa restaurare, con sovvenzioni della Regione, una scritta fascista quasi illeggibile sul muro di una vecchia segheria che dovrà diventare un museo. “Mio padre è tornato da Dachau che pesava quaranta chili e ora si vede quella scritta lì”, dice chi non dimentica. Ma la cronaca di Anna Di Qual riflette anche sul gesto del restauro e sulla filologia. La cancellatura non è anch’essa un segno storico da restaurare? e un restauro che sposta più in alto sul muro di un edificio una scritta e allarga la fascia bianca in cui è inserita, si può chiamare ancora restauro?

Una presenza silenziosa e lontana

Le ho sempre notate le scritte fasciste sui muri

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