In linea da: 02/09/2010

M9. Una lettera del direttivo di sAm

di direttivo sAm

Riceviamo e pubblichiamo.

A proposito della discussione aperta dal socio Alessandro Voltolina, ribadiamo il fatto che storiAmestre aveva lanciato l’idea di un Museo del Novecento a Mestre fin dal 1996, e chiediamo a quanti continuano a definire una assoluta novità la proposta di M9 di rispettare i fatti. Siccome riteniamo importante che un museo rifletta sulla propria storia e sul contesto sociale nel quale prende forma, l’associazione s’’impegna a pubblicare nei suoi Quaderni una storia del dibattito attorno al Museo di Mestre, per contribuire a una discussione non solo su M9, ma anche sul secondo polo museale previsto all’’ex De Amicis.

il direttivo di storiAmestre

7 commenti per M9. Una lettera del direttivo di sAm

  • Andrea Perinato

    Sono un architetto libero professionista che vive e lavora a Mestre. Nel 1992 feci la tesi di laurea con il prof. arch. Lombardi e Cristinelli proprio sull’area dell’ex distretto militare, e non sono stato sicuramente l’unico. L’area scelta per l’M9 è quindi stata oggetto di molteplici studi di recupero e risistemazione urbanistica e per quanto mi riguarda, l’ipotesi progettuale di collocare in quel contesto un contenitore come quello progettato dallo studio tedesco, mi sembra sinceramente assurdo. Non entro nel merito della scelta architettonica del progetto vincitore (i restanti 5 progetti presentati hanno condotto ad una scelta obbligata). Quello che più mi rattrista è che la città sta subendo l’ennesima scelta di pochi, senza un vero confronto con i cittadini. Le uniche interviste sul tema presenti in rete sono state commissionate dalla fondazione di Venezia, ente propositore del concorso. Non è sufficiente il il fallimento di Piazzale Candiani? Siamo sicuri che la città ha bisogno di altre ferite?
    Cordialmente

  • Chiara Puppini

    Mi sembra che il direttivo abbia preso un’ottima decisione. Bisogna parlare e farsi sentire in modo chiaro e forte. Poi ciascuno assumerà le responsabilità che gli competono, secondo i ruoli giocati nel territorio.

  • Claudio Pasqual

    In effetti, l’irritazione per il misconoscimento del contributo dell’associazionismo culturale mestrino al dibattito sul museo può stemperarsi di fronte a un progetto della Fondazione di Venezia che corrisponde nell’impostazione e nelle linee generali alla nostra proposta – ma mi lascia perplesso, in un’ottica storica e prospettica, l’insistenza che mi pare di leggere in Segre su “Patreve” quale quadro di riferimento territoriale ed economico-sociale: non ho però abbastanza competenza per giudicare.
    Anche a me piacciono la soluzione architettonica e la sistemazione urbanistica premiate dalla giuria. Non sono però ottimista come Pes riguardo a un futuro coinvolgimento delle forze intellettuali riunite nell’associazionismo cittadino, che Luca dà praticamente per certo. L’iniziativa ha assunto da subito un taglio istituzionale-accademico che mi sembra escludere una tale eventualità. Certamente dovranno attingere e attingeranno all’enorme patrimonio bell’e pronto di idee, proposte e conoscenze elaborato in città e dalla città sulla propria storia, rivolgendosi alle istituzioni che tale patrimonio custodiscono, ma l’impronta – e speriamo che non sia solo vernice – efficientista-managerial-tecnicista esclude secondo me che la Fondazione voglia impegnarsi in un dialogo e in una collaborazione dal basso con storiAmestre e le altre associazioni.
    Per quanto riguarda la De Amicis, il quadro è ancora talmente incerto, contraddittorio e nebuloso da indurre per il momento a non metter parola.

  • Luca Pes

    Tom scopre che storiAmestre non è un monolite ma uno spazio libero di critica e discussione 🙂

  • Elena Iorio

    Caro Tom, non capisco quel che vuoi dire. Non vedo la contraddizione tra quel che ha scritto Luca Pes e il comunicato del direttivo di storiAmestre, di cui anche io faccio parte. Il direttivo intendeva sottolineare: che il dibattito su un Museo di questo tipo a Mestre è in atto da vari anni; che storiAmestre è impegnata in tale discussione e, da 15 anni, avanza proposte e idee che oggi sono presentate come “nuove”; che l’associazione intende mantenere viva una discussione pubblica sull’argomento. All’interno di questa discussione, Luca Pes aggiunge altre considerazioni ed esprime dei pareri a titolo personale così come in questi giorni hanno fatto altri soci e amici. Ti prego quindi di spiegare meglio a cosa ti riferisci quando parli di “mettersi d’accordo”.

  • tom

    Il presidente si metta d’accordo con la sua associazione e il suo direttivo.

  • Luca Pes

    Fatto salvo quanto sopra vorrei aggiungere:
    1) il progetto per il contenitore dell’M9 per me è il migliore tra i sei presentati; il più rispettoso dell’urbanistica mestrina e delle dimensioni giuste; mi piace;
    2) finora la Fondazione si è rivolta a un contesto internazionale più che locale, in un’ottica di un museo-laboratorio niente affatto rivolto soltanto ai mestrini; mi sembra una impostazione di partenza importante, condivisibile e non sottovalutabile;
    3) la Fondazione finora ha sviluppato molto l’aspetto commerciale-finanziario-immobiliare e architettonico del progetto, molto meno quello dei contenuti; sono certo che, col tempo, l’anticipazione e gli studi di storiAmestre e il lavoro del Laboratorio e della Mostra Mestre 900 (e quanto fatto e detto sul Novecento e la Storia del Presente a Venezia e Mestre, Galleria Contemporaneo e Laboratori IUAV ecc. ecc. inclusi) per forza di cose otterranno, in qualche modo, riconoscimento;
    4) se l’M9 sarà, come sembra soprattutto dalle parole di Guerzoni, il museo che avevamo prefigurato, sono molto felice.

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