|
|
 In linea da: 30/03/2007 intervista di Piero Brunello a Marco Pandin, a cura di Filippo Benfante
Il 9 novembre 2001, presso il municipio di Mestre, l’associazione storiAmestre ha presentato il libro di Stefano Giaccone e Marco Pandin, Nel cuore della bestia. Storie personali nel mondo della musica bastarda, Zero in Condotta, Milano 1996. Piero Brunello ha condotto un’intervista pubblica a uno degli autori, Marco Pandin. Si presentano alcuni brani di quella conversazione, che si è allargata al pubblico; la selezione e il montaggio sono a cura di Filippo Benfante. Si ringrazia Marco Pandin, che non ha rivisto il testo, per la fiducia e la generosità.
Il testo è stato pubblicato in precedenza in “Venetica. Rivista di storia contemporanea”, s. III, n. 8 (2003), n. monografico “Cambiare musica. Generazioni, gusti, ideologie”, pp. 139-152.
Piero Brunello. Leggendo il libro scritto da te e da Stefano Giaccone, Nel cuore della bestia, mi sono fatto delle idee. Approfitto della tua presenza per alcuni chiarimenti. Leggo nella copertina del libro che sei del 1957, quindi appartieni a una generazione successiva a quella del Sessantotto, che è la mia. Leggo: “Ero spesso sulla luna, sempre informato di notizie assurde e a conoscenza di novità strampalate […] in qualche manifestazione di piazza a gridare potere-a-nessuno invece che potere-operaio come tutti gli altri”. Ecco un altro brano che riguarda la primavera-estate del 1978, quando “l’intero staff dirigenziale di ferrei compagni-con-i-peli-sul-petto” piomba nella radio nella quale tu, allora giovanissimo collaboratore, avevi trasmesso due dischi giunti in regalo da Londra, Never mind the bollocks dei Sex Pistols e il primo album dei Clash, dichiarando che il punk «altro non era che un fenomeno fascista che doveva restare fuori dalle onde della “nostra” emittente».
Sono colpito prima di tutto dalla differenza con la mia
Continua a leggere “Rockgarage”. Musica e politica
 In linea da: 17/03/2007
 In linea da: 09/03/2007 di Matteo Melchiorre*
Nell’aprile 2004 sono iniziati lavori di sbancamento sulle Rive di Tomo. Si chiama così la strada che sale da Feltre a Tomo. Il ribaltamento del paesaggio conseguito a questi sterri è dovuto al fatto che, a mezzo delle Rive di Tomo, passerà la rettifila Fenadora – Anzù. E’ uno stralcio che comporrà, con altri, la superstrada (o strada a scorrimento veloce che dir si voglia) della Valbelluna. Tra 2004 e 2006 i lavori in questo cantiere sono andati, a modo loro, avanti; senza frette e patemi gli operai hanno tirato su un terrapieno, un cavalcavia e i piloni di un viadotto. Ho tenuto nota quotidiana. Propongo due di queste mie annotazioni giornaliere, parte di un lavoro più ampio in corso d’opera. In questo caso, però, esse non riguardano strettamente la Fenadora – Anzù.
14 febbraio 2006, martedì. Sulle Rive di Tomo, dentro il cantiere della superstrada come tutto intorno, pesano settanta centimetri di neve. Ovvio che gli operai della Giustino Costruzioni non siano all’opera in questo disagio. Girando nei dintorni di Feltre noto che la neve straordinaria di quest’anno ha sì bloccato il cantiere della superstrada ma non ha intimorito affatto i cantieri edili. Me ne sono accorto nei giorni scorsi, quando è stato messo a coltura residenziale l’ultimo grande prato urbano di Feltre. Innanzitutto un suo pioppo secolare è stato, come si dice, capitozzato, ossia potato a colpi di motosega. Intanto ruspe cingolate si sono messe a rimuovere la pacca di neve dal prato. Non avevo mai visto spazzar via dai prati nevicata di questa sorta; mai. Un po’ l’hanno spinta ai margini del prato (mucchi enormi) e altra l’hanno portata via sui camion. Gli scavatori in seguito hanno spaccato, a colpi di bennate, venti centimetri di suolo indurito dal
Continua a leggere Anomale colture invernali (Feltre, 14-15 febbraio 2006)
 In linea da: 09/03/2007 di Enrico Zanette
Leggendo nel sito di storiAmestre l’articolo Responsabilità limitata di Giovanni Levi su “Altrochemestre” (n. 5, primavera 1997), in un momento di distrazione, clicco casualmente sulle altre pagine. L’occhio mi cade sulla parola “Natale”, su Babbo Natale, il titolo dell’articolo precedente. Incuriosito decido di fare una pausa e di leggere questo pezzo. Molto interessante, si parla (non solo) di come Babbo Natale stia monopolizzando la distribuzione dei regali nei mesi invernali a scapito di personaggi come San Nicolò, Santa Lucia, Gesù Bambino, e la Befana. Ma non era giornata: mi distraggo ancora e mi viene in mente quello che avevo visto con i miei occhi e le mie orecchie qualche mese fa.
Continua a leggere I bandòt di San Nicolò
|
Per informazioni e per ricevere la newsletter scrivi a:
|
Ultimi commenti