In linea da: 22/02/2007

Venerdì 23 febbraio 2007 ore 17,30

Venerdì 23 febbraio 2007 ore 17,30 Centro Culturale Candiani – Mestre sala seminariale – I piano

A che serve la storia? Storiografia, storia locale, storia popolare

Incontro-seminario a più voci coordinato da Federico Barbierato sul Quaderno di storiAmestre n. 6 Gigi Corazzol, Pensieri da un motorino. Diciassette variazioni di storia popolare, Illustrazioni di Rosario Morra

sarà presente l’autore

In linea da: 21/02/2007

Vicenza

 

Quando i giorni scorsi pensavo alla manifestazione del 17 febbraio mi veniva in mente in modo un po’ ossessivo l’adagio che aveva caratterizzato uno spettacolo di Paolini di qualche anno fa: Ni savea parchè ma tutti ‘ndava a Vicensa. C’è il sole e un sacco di gente in stazione a Mestre che cammina in fretta. Lunga fila in biglietteria, ma sono quelli che vanno a Venezia per il Carnevale. L’effetto è estraniante, niente striscioni, né bandiere, niente gruppi festanti in partenza, solo mascherine e viaggiatori con valige e trolley. Forse il grosso dei manifestanti se n’è andato col treno speciale delle 11, almeno lo spero. Mi guardo intorno, vedo due, tre persone che conosco, magari vanno a Vicenza. Il treno mezzo vuoto si riempie a Padova, a Grisignano tutto il corridoio è occupato, a Lerino non entra più nessuno. Nel vagone open-space si parla ad alta voce al cellulare: il corteo è già partito perché è così tanta la gente che continua ad arrivare che è meglio mandare avanti. Arrivo con banda musicale, verrebbe voglia di ballare ma siamo stipati come sardine. Sul piazzale della stazione un muro di persone, mi sento inghiottita, fagocitata, cerco gli altri, ho paura di perderli e di perdermi, intorno c’è un clima di festa. Si suona “Bella ciao” nuova versione, a metà tra la banda popolare e la musica balcanica. La prima scommessa, la partecipazione, capisco che è vinta. Cerco al telefono un amico di Vicenza ma in mezzo al frastuono mi dice che lui è già nel corteo ma è fermo, bloccato, e non può raggiungerci. Cominciamo a camminare veloci, ci inoltriamo nella manifestazione, dove andiamo con questa fretta non lo so, forse vogliamo vedere tutto, forse cerchiamo un buon posto dove tirare fuori i nostri striscioni autogestiti. Saluto in lontananza

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In linea da: 19/02/2007

Baccalà al governo. Firenze-Vicenza, 17 febbraio 2007

di Filippo Benfante

1. Con Elena partiamo per la manifestazione di Vicenza da Firenze, con il pullman. Tra le varie organizzazioni abbiamo scelto quella degli Studenti di sinistra, perché Elena ne conosce qualcuno, e perché garantiscono andata e ritorno con 10 euri. Vengono con noi anche due amici spagnoli: la coinquilina di Elena e il suo moroso, di passaggio per caso; da tempo aveva programmato una visita a Firenze, ha combaciato proprio con il fine settimana della manifestazione, e hanno deciso di aggregarsi. Il pomeriggio di mercoledì 14 c’era stato un presidio in piazza della Repubblica, per segnalare, presentare e discutere la manifestazione imminente. All’appuntamento c’era pochissima gente, io ci sono passato giusto il tempo per sapere del viaggio, e un compagno mi ha detto che c’erano ancora parecchi posti disponibili sui pullman. Non so se poi sono state le dichiarazioni del governo, le notizie ad hoc (il terrorismo rinasce periodicamente alla vigilia di manifestazioni importanti), oppure le previsioni del tempo (sabato: tempo magnifico), ma venerdì sera era un continuo di amici e conoscenti che chiedevano a chi potevano rivolgersi a questo punto: avevano appena chiamato per prenotare posti sui pullman, ma erano tutti esauriti, dappertutto. Allora noi consigliavamo di andare in stazione: il Movimento antagonista aveva dato appuntamento alle 8 a Santa Maria Novella per viaggiare in treno; sapevamo che altri ancora s’erano organizzati con orario dei treni alla mano e un occhio alle tariffe scontate per i gruppi. Non so, alla fine, quanti siano partiti in treno; i pullman da Firenze, tra i vari organizzatori (Studenti di sinistra, Rifondazione, Arci, Comitato Fermiamo la guerra, centro sociale Cpa), saranno stati almeno quindici

2. Per il nostro pullman, l’appuntamento è alle 8.30 davanti al mercato ortofrutticolo di Novoli, che si trova vicino

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In linea da: 13/02/2007

Unione-Sangiovannese, 11 Febbraio 2007

di Matteo Di Lucca

 

1. Macchina da Padova a Marghera; autobus da Marghera a piazzale Roma; vaporetto da piazzale Roma a Sant’Elena passando per Santa Marta, Zattere, San Zaccaria e Giardini. Certo per noi unionisti che viviamo in terraferma più che una partita in casa sembra ogni volta una trasferta. Molti aspettano lo stadio nuovo, ma, quando si sbuca con il vaporetto dal canale della Giudecca di fronte a San Marco, il panorama e l’atmosfera ti investono e ti rincuorano e, almeno per un attimo, fanno dimenticare il viaggio che dura ore. Ricordo ancora divertito il ritorno in vaporetto, dopo la vittoria al Penzo contro la Lucchese, quella coppia di settantenni venuti dalla città toscana per assistere alla partita. Mentre il marito era ancora visibilmente arrabbiato per la sonora sconfitta della sua squadra la signora era in preda al panico e, quando a ogni fermata il vaporetto urtava l’imbarcadero, emetteva un urlo misto tra paura e stupore. Io, ogni volta, le dicevo: “Signora, a Venezia si va così allo stadio”, e lei divertita mi rispondeva nel suo accento toscano: “Ma io a Lucca allo stadio ci vo in bicicletta o al massimo in macchina quando piove!”. Proprio durante il viaggio in vaporetto, carico di gente con la sciarpa al collo, io e la Vale scambiamo quattro parole con un giovane tifoso sul derby di Padova, sulle altre squadre viste al Penzo e in trasferta, sulla partita di oggi e sui fatti di Catania. Tutti attorno a noi sembrano parlare della stessa cosa: oggi, infatti, è la prima domenica in cui si gioca dopo gli scontri tra ultras e polizia avvenuti l’8 febbraio, in occasione del derby Catania-Palermo, e finiti con la morte di un ispettore. Ne parliamo in maniera così partecipata che non ci accorgiamo nemmeno di essere arrivati

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