In linea da: 23/04/2017

È o non è il fiore del partigiano? Una lettera su boccioli e feste del 25 aprile

di Antonio Di Maggio

Riceviamo e pubblichiamo una lettera del nostro amico Antonio Di Maggio che comincia con una coincidenza e con una poesia del 1882 dedicata alla tradizione veneziana di regalare un bocciolo di rosa a una donna per il 25 aprile, giorno di san Marco. E la Liberazione?

Venezia, 22 aprile 2017

Cara redazione,

anche nel 1882, come quest’anno, il 23 aprile cadeva di domenica. Guardate che poema si poteva leggere quel giorno sul Barababao “Zornal umoristico co caricature el vien fora tute le domeneghe”:

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In linea da: 15/04/2017

«Un pezzo grosso ha detto…». Una lettera sulla guerra e sulla pace

di Pasquale De Curtis

L’amico Pasquale De Curtis ci ha scritto una lettera a proposito delle notizie di guerra questi ultimi giorni, accompagnata da tre brani tratti da un’intervista a Carlo Cassola del 1977. Pubblicandola, ricordiamo Cassola, di cui quest’anno cade il centenario della nascita, e pensiamo agli auguri che in questi giorni vengono scambiati in tanta parte dell’Europa e del mondo. Ci associamo a questo rito augurando che una volta tanto a primavera i re non vadano alla guerra, e che noi sudditi sappiamo impedirlo.

Cari di storiAmestre,

commentando le notizie di questi giorni quasi tutti ricordano la guerra fredda, i primi anni dell’«era atomica», anche i missili di Cuba… Per prima cosa, a me sono venuti in mente le voci di quelli che Marco Toscano, sul vostro sito, indicava come autori e autrici di «avvisi per i posteri» dopo il massacro della prima guerra mondiale.

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In linea da: 06/04/2017

In città. Dal 7 dicembre 2016 al 24 febbraio 2017

di Claudio Pasqual

Un altro anno è andato. Natale: più tempo e più occasioni per girare a piedi per Mestre. Un panevín in città. Il museo del Novecento anticipa l’apertura con fiabe e leggende dal Messico. Raffigurazioni di Mestre e della città metropolitana: su foto, cartoline, bar, pubblicità. Parchi e vestiti appesi. Lapidi e monumenti. Cartelli scritti a mano, recinzioni e locandine per la “sicurezza urbana”. I gruppi di “Controllo del vicinato” e il Comune consigliano di “Osservare ascoltare comunicare”. Mestre è una città che cambia?

7 dicembre 2016

In via Carducci, nel palazzo ristrutturato dove aveva sede la vecchia Standa e ora ospita il supermercato Simply, ha aperto un centro fitness che si chiama John Reed: come l’autore de I dieci giorni che sconvolsero il mondo, cioè quelli delle Rivoluzione russa dell’ottobre 1917. Pareti vetrate mostrano ambienti allestiti e arredati con ricercatezza; le palestre sono perfettamente attrezzate e per il piacere dei clienti c’è persino il disk jockey – la ragione sociale per esteso fa John Reed Fitness Music Club. Me l’ha svelato l’infermiera del mio dentista, che ha lo studio proprio di fronte.

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In linea da: 24/03/2017

Tessera di abbonamento al trasporto pubblico, Mestre, anni Sessanta

di Claudio Pasqual

   

Questa è una mia tessera di abbonamento dell’autobus, di quando l’azienda del trasporto pubblico veneziano si chiamava Acnil (Azienda del Consorzio di Navigazione Interlagunare) e non ancora Actv. La cosa notevole è che era fatta di latta: ogni mese, al rinnovo veniva rilasciata una linguetta di carta con su stampato il mese, che si inseriva nello spazio vuoto sotto la foto. Ovviamente non c’erano obliteratrici, il documento andava esibito agli ispettori quando salivano a controllare.

La tessera l’ha ritrovata mia madre, rovistando nei suoi cassetti. Come una madeleine proustiana, ha evocato il ragazzino di periferia, timido e incerto, che a fine anni Sessanta faceva il suo ingresso nella scuola della buona borghesia mestrina, il ginnasio-liceo Franchetti di corso del Popolo.