In linea da: 16/10/2017

Ma cosa è cambiato? A proposito del convegno “26.9.2007-26.9.2017”, con una videointervista

di Maria Giovanna Lazzarin

Pubblichiamo un resoconto del convegno 26.9.2007-26.9.2017: cosa è cambiato? A dieci anni dall’eccezionale alluvione che ha colpito Mestre e l’entroterra veneziano. Le azioni intraprese e gli scenari possibili, che si è tenuto presso il Centro culturale Candiani di Mestre il 26 settembre 2017. Le risposte alla domanda emerse nel corso del pomeriggio non sono state molto rassicuranti. Dopo aver messo ordine nei suoi appunti, Giovanna Lazzarin ha voluto discuterne con Orietta Vanin, colpita dall’alluvione del 2007. Il risultato è nella videointervista in fondo all’articolo.

«È impossibile che l’improbabile non accada» (Emil Gumbel)

Se nella nostra società il bisogno di essere rassicurati è direttamente proporzionale alla paura e all’insicurezza che l’informazione mediatica ci trasmette, il convegno svoltosi martedì 26 settembre all’auditorium del Candiani a Mestre questi sentimenti li ha movimentati tutti.

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In linea da: 12/10/2017

“Suoni di fine secolo”. Ricordi

di Loris Bertocco

Ricordiamo Loris Bertocco (1958-2017) ripubblicando il testo di una sua intervista, fatta nel 1999 da Piero Brunello e Claudio Zanlorenzi, dove parlava di musica, radio libere, colonne sonore di una vita.

Mia mamma da piccolo mi portava in spiaggia alle Giare, si lasciava la strada Romea, si passava davanti a una casa colonica enorme, dove avevano i cavalli, si saliva un argine e giù dell’argine c’era una casa di legno che era un chiosco con posteggio di biciclette. Tutta la riviera del Brenta andava in spiaggia alle Giare, le mamme portavano i bambini a prendere il sole, poi c’erano i ragazzi con le ragazze, uno si faceva la sua capanna con quattro pali e tende e stava là tutta l’estate, davanti c’era la Montedison ma nessuno aveva idea dei pericoli, dal bar si sentiva la musica, i Pooh per esempio, ricordo un’estate Piccola Ketty, avevo otto anni, nel 1966-67.

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In linea da: 10/10/2017

Gli antichi orologi pubblici di Venezia e le loro storie. Dal nuovo Quaderno di storiAmestre

di Francesco Zane

Proponiamo le pagine che Francesco Zane ha scritto per introdurre il suo Che ora era. Antichi orologi pubblici a Venezia, uscito all’inizio dell’estate 2017 come quindicesimo Quaderno di storiAmestre. Il Quaderno sarà presentato per la prima volta in pubblico sabato 14 ottobre, presso il Forte Mezzacapo (Zelarino, Mestre).

1. Un libro del 1601 che illustra i luoghi più famosi d’Italia degni di una visita, praticamente un precursore delle moderne guide turistiche, riporta che a quel tempo a Venezia c’erano 27 orologi pubblici e 114 campanili di chiese. A me, nato e sempre vissuto a Venezia e appassionato di orologeria, questi numeri sono suonati come una provocazione, una sfida a scoprire se ne sia rimasto ancora oggi qualcosa. Non dei campanili, che basta guardarsi intorno per accorgersi che sono tantissimi, bensì di quegli antichi esemplari di orologi pubblici. In cuor mio speravo di scovare qualche pezzo antico, magari molto antico. Sarebbe stato come coronare un sogno: mettermi alla prova, confermare che la mia passione per gli orologi non è solo un hobby, forse contribuire alle ricerche in materia. Soprattutto ero mosso dal desiderio

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In linea da: 04/10/2017

Che ora era al Forte. Presentazione del nuovo Quaderno di storiAmestre

di sAm

Sabato 14 ottobre 2017, alle ore 17, presso Forte Mezzacapo (via Scaramuzza 82, Zelarino, Mestre), sarà presentato il nuovo Quaderno di storiAmestre: Che ora era. Antichi orologi pubblici a Venezia, di Francesco Zane.

Insieme all’autore, ne parlerà Mario Infelise (Università Ca’ Foscari di Venezia).

Seguirà un piccolo rinfresco offerto da storiAmestre.

Nei prossimi giorni proporremo in lettura su questo sito alcune pagine del Quaderno.