In linea da: 20/05/2018

“Sous les pixels…”. Osservazioni da Parigi, maggio 2018

di Federico Boldini

Federico Boldini, un nostro giovane amico svizzero, ci manda una cronaca relativa alle manifestazioni a cui ha partecipato nei primi giorni di maggio a Parigi, dove si trova da qualche mese per uno stage presso il Musée de l’Histoire Vivante di Montreuil.

Il maggio 2018 a Parigi (e in Francia)

A Parigi, le manifestazioni d’inizio maggio 2018 si sono svolte in un contesto fatto di scioperi, occupazioni universitarie e ricorrenze storiche.

Il cinquantesimo anniversario del Sessantotto caratterizza in effetti la scena culturale parigina e trova spazio in numerosi musei e librerie. Per esempio, i manifesti di quel periodo sono stati il soggetto di una mostra all’École des Beaux Arts (l’Accademia delle Belle Arti). L’anniversario tondo della Rivoluzione del 1848 e dell’abolizione della schiavitù in Francia, pur non essendo del tutto assenti, sembrano avere meno visibilità.

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In linea da: 13/05/2018

La festa di storiAmestre. Sabato 26 maggio 2018

di sAm

La festa di storiaAmestre, primavera 2018. Appuntamento sabato 26 maggio 2018, presso il forte Mezzacapo in via Scaramuzza, Zelarino (Venezia), con aperitivo offerto da sAm, brevi discorsi, esibizione del Coro degli Imperfetti, cena e lotteria di autofinanziamento. Si comincia alle ore 17,00, aperitivo alle 18,00, coro degli Imperfetti alle 19,00, a tavola alle 20,00.

Per prenotare la cena (adulti: contributo di 15 euro;  bambini: 10 euro): scrivere (a direttivo@storiamestre.it) o telefonare (a Mario: 3494130060) entro mercoledì 23 maggio (segnalando anche eventuali esigenze particolari, allergie, ecc.).

Di seguito il programma completo del pomeriggio e della serata.

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In linea da: 06/05/2018

Portapenne in onice alabastrino (1978)

di Carlo Cappellari

Portapenne in onice alabastrino, di forma rettangolare 20 x 10 cm, realizzato da mio papà, che dal 1960 al 1980 è stato un operaio addetto al taglio del marmo in un’azienda del padovano.

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In linea da: 01/05/2018

Reddito minimo, diritto al lavoro e cittadinanza

di André Gorz

Buon Primo maggio. Riprendiamo alcune pagine da un libro del filosofo francese André Gorz uscito alla fine degli anni Ottanta – e tradotto in italiano da Stefano Musso nel 1992 sotto il titolo Metamorfosi del lavoro –, dedicate alla questione del reddito minimo e alla sua funzione. Il reddito minimo può essere una “carità istituzionale” che, oltre a dipendere da una volontà centrale, è utile a precarizzare ulteriormente il mercato del lavoro, senza modificare gerarchie e dinamiche in atto. Al contrario, potrebbe essere il punto di partenza di nuove forme di emancipazione, di un “progetto di una società in cui tutti possano lavorare, ma lavorare sempre meno pur continuando a migliorare il tenore di vita”, accompagnato “da una strategia di azioni collettive e di iniziative popolari”.

Queste pagine servono anche a ricordarci che discussioni come quella sul reddito minimo, che ci sembrano molto recenti, hanno invece alle spalle una storia lunga; e invitano a ricostruire il senso di una riflessione – parole, slogan, formule di programma – che accompagna il movimento operaio in Europa fin dalle sue origini.

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