In linea da: 23/06/2018

Le ragioni (e le emozioni) di una ricerca. Una lettera a storiAmestre

di Walter Cocco

Il nostro amico e socio Walter Cocco ci scrive per raccontarci di aver cominciato una nuova ricerca, sulla storia della fabbrica Pellizzari di Arzignano. Tra i motivi che lo hanno spinto a intraprendere questo studio, ci sono la sua infanzia e la sua adolescenza – quando da casa vedeva la fabbrica –, e soprattutto la vita del padre, che alla Pellizzari ha lavorato per quarant’anni.

Cari amici di storiAmestre, dopo aver scritto della Marzotto di Valdagno e della sua storia vi volevo informare che da un po’ di tempo sto raccogliendo materiale sulle officine Pellizzari di Arzignano.

La storia di un’altra fabbrica e di un’altra lotta operaia. La mia è forse una fissazione, ma continuo a pensare che sia un interessante punto di vista per analizzare le trasformazioni sociali avvenute in Italia nel Secondo Dopoguerra e sono convinto che il “caso” Pellizzari abbia delle caratteristiche che lo rendono meritevole di essere studiato.

Vi confesso però che la ragione del mio interesse per questa ricerca è anche (forse soprattutto) strettamente personale.

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In linea da: 11/06/2018

“La marée populaire”. Altre osservazioni da Parigi, maggio 2018

di Federico Boldini

Come promesso, il nostro corrispondente da Parigi ci invia una cronaca e altre osservazioni sulla manifestazione del 26 maggio e sugli ultimi del mese di contestazioni. Anche le foto di questo articolo sono di Federico Boldini che, concluso il suo stage presso il Musée de l’Histoire Vivante di Montreuil, resterà ancora qualche tempo a Parigi per un tirocinio presso la redazione dell’Humanité, lo storico quotidiano del Partito comunista francese.

I preparativi

La manifestazione del 26 maggio era stata annunciata come “pot-au-feu réchauffé” dopo il corteo del 5 maggio (“minestrone riscaldato”, lasciando intendere la convergenza dei diversi gruppi militanti per una seconda volta), ma poi è stata ribattezzata “marée populaire” (la marea popolare). Ferma restando l’idea di far convergere i vari movimenti sociali che si sono mobilitati negli ultimi mesi, questo evento è stato organizzato in contemporanea in molte città francesi, al contrario di quello che l’ha preceduto, che ha avuto luogo unicamente a Parigi.

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In linea da: 31/05/2018

Alcune lezioni dall’Italia (degli anni Ottanta)

di Colin Ward

In vista della giornata di studi organizzata da storiAmestre e Laboratorio Libertario (con la collaborazione della Società Italiana di Storia del Lavoro), che avrà luogo il 2 giugno, pubblichiamo un testo che lo studioso britannico Colin Ward (1924-2010) pubblicò alla fine degli anni Ottanta, sotto il titolo A Few Italian Lessons, a nostra conoscenza inedito in Italia. Ward riflette sulla crescita della disoccupazione provocato dalla crisi dell’industria britannica, e sulle possibili prospettive, in un contesto in cui “l’occupazione di massa cede il passo al lavoro autonomo”. Trova quindi un modello da discutere nell’Italia “delle piccole aziende” sbocciata in quegli anni. Ne viene fuori l’immagine ottimista di una cultura del lavoro autonomo, che, nel mondo della produzione, si traduce in capacità imprenditoriali e di adattamento che non hanno corrispettivi nella cultura del movimento operaio britannico. Ward peraltro era interessato anche alle forme della città che scaturiscono da una certa organizzazione sociale e del lavoro.

Riletto oggi, questo testo suscita alcuni interrogativi: in che modo l’autonomia delle piccole imprese si misura con la dipendenza dal credito e dai committenti notata dallo stesso Colin Ward? quali piccole

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In linea da: 26/05/2018

Una volta il futuro era migliore? Una giornata di studi, 2 giugno 2018

di sAm

storiAmestre e Laboratorio Libertario di Marghera, in collaborazione con la Società italiana di storia del lavoro (SISLav), organizzano una giornata di studi intitolata Una volta il futuro era migliore? Lavoro, storia, conflitti. Appuntamento il 2 giugno 2018, presso l’Ateneo degli Imperfetti di Marghera, dalle 10 alle 17.30.

A metà giornata, verso l’ora di pranzo, ci sarà un buffet, che tutti i partecipanti possono contribuire a rendere ricco e appetitoso, secondo la tradizione degli incontri presso l’Ateneo degli Imperfetti.

Di seguito il programma e il testo di presentazione della giornata. Per visualizzare/scaricare la locandina, cliccare qui.

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