In linea da: 22/06/2016

A difesa del resoconto etnografico. Nota su una condanna di primo grado, giugno 2016, con pagine scelte

di redazione sito sAm

Qualche giorno fa, la stampa nazionale ha dato notizia della condanna di Roberta Chiroli da parte del Tribunale di Torino per “concorso morale” in azioni compiute dal movimento No Tav nel corso di una manifestazione avvenuta il pomeriggio del 14 giugno 2013. Roberta Chiroli, all’epoca laureanda in antropologia all’Università Ca’ Foscari di Venezia, stava seguendo assieme a una dottoranda dell’Università della Calabria la protesta di un gruppo di liceali contro le ditte impegnate nei lavori della Torino-Lione, per raccogliere materiale e dati ai fini della sua tesi (poi discussa nell’anno accademico 2013-14 con il titolo Ora e sempre No Tav: identità e pratiche del movimento valsusino contro l’alta velocità). La dottoranda è stata assolta, mentre Roberta Chiroli è stata condannata a due mesi di reclusione con la condizionale per “concorso morale in violenza aggravata e occupazione di terreni”.

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In linea da: 09/06/2016

Invito a una passeggiata ciclo-pedonale. 25 giugno 2016

di sAm

storiAmestre, insieme all’associazione culturale “I Sette Nani”, invita alla passeggiata ciclo-pedonale intitolata Percorrere il flumen de Mestre: sogno o realtà, nell’ambito delle iniziative di “Cipressina in festa 2016” e del Contratto di fiume Marzenego-Osellino.

Ritrovo sabato 25 giugno 2016 alle 10,15 al parco Hayez (Cipressina, Mestre), per un’escursione dal Marzenego a villa Barbarich e Forte Gazzera. Farà da guida Giorgio Sarto (storiAmestre).

Adesioni presso il chiosco del parco Hayez. Per ulteriori informazioni contattare Carla al numero 333 6497231.

Per scaricare la locandina con la mappa del percorso, cliccare qui.

NOTA. La passeggiata era stata programmata in un primo tempo per sabato 11 giugno; ma le pessime previsioni meteo hanno consigliato di posticipare  a sabato 25 giugno, confidando nel bel tempo.

In linea da: 02/06/2016

Storie di operai e dei loro figli. Una lettura per il 2 giugno

di Filippo Benfante

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”: vita, lavoro e morte di Renato Prunetti (1945-2004), saldatore metalmeccanico, nei ricordi del figlio Alberto.

“Abitava a Mogliano Veneto, andava a Porto Marghera in treno la mattina presto e tornava la sera; faceva un secondo lavoro in un’officina vicino casa; portava a casa tuta blu, scarpe antinfortunistiche e odore del ferro. Le sue mani era screpolate e con i calli; una volta la mano gli è finita nel tornio e spesso andava al pronto soccorso a farsi togliere una scheggia di ferro dall’occhio: «il mestiere s’incarna», commentava. Nel garage teneva la sua cassetta degli attrezzi, la scatola con il trapano e le punte di varie misure, una saldatrice: sono questi gli oggetti che più me lo ricordano. Gli piaceva lavorare con il ferro. La domenica curava le vigne sul campo vicino a casa. Nel garage, assieme alle damigiane, ritrovo tutti i suoi ferri, ma non più in ordine come li aveva lasciati, perché spesso qualche vicino viene a prenderli in prestito”.

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In linea da: 28/05/2016

Le origini della Comune di Parigi. Una lettura. 2

di Enrico Zanette

Pubblichiamo il testo dell’intervento che Enrico Zanette ha fatto il 15 aprile 2016 in occasione della presentazione del libro di Innocenzo Cervelli, Le origini della Comune di Parigi (Viella, Roma 2015), presso il dipartimento di studi umanistici dell’università Ca’ Foscari di Venezia. (Per leggere il testo dell’intervento tenuto da Filippo Benfante nella stessa occasione, cliccare qui.)

Per chi conosce la storia della Comune il libro di Enzo Cervelli è senz’altro affascinante. La particolare narrazione cronachistica descrive la quotidianità di Parigi nell’autunno-inverno 1870-1871 giorno per giorno, a volte ora per ora, conducendo il lettore lungo i viottoli e i boulevard, per le mansarde della bohème e gli scantinati borghesi, tra i club popolari e le riunioni più ristrette. Una descrizione densa che restituisce vividezza al passato, aggiungendo particolari che altrimenti sfuggirebbero, come quelli relativi all’alimentazione, tali da comporre un vero e proprio menu dell’assedio con paté di ratto e pane sporco.

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