In linea da: 08/01/2017

“La via di Schenèr” al Candiani. Venerdì 13 gennaio 2017

di sAm

storiAmestre invita alla presentazione del libro di Matteo Melchiorre, La via di Schenèr. Un’esplorazione storica nelle Alpi (Marsilio, Venezia 2016). Appuntamento presso il Centro Culturale Candiani di Mestre (sala seminariale, piano I), venerdì 13 gennaio 2017, alle ore 17.

Discuteranno con l’autore: Giacomo Bonan (storiAmestre) e Mario Infelise (Università Ca’ Foscari Venezia).

Per visualizzare e scaricare la locandina dell’incontro, cliccare qui.

In ottobre abbiamo proposto alcune pagine del libro, che potete leggere cliccando qui.

In linea da: 31/12/2016

Nonni e nipoti. Sulla storia orale dell’anarchismo

di Piero Brunello

Ultima strenna del 2016. Presentiamo il testo dell’intervento che Piero Brunello ha tenuto al convegno “La militanza anarchica e libertaria in Italia nel secondo Novecento. Le fonti orali: questioni metodologiche” (Biblioteca Panizzi e Archivio Famiglia Berneri-Aurelio Chessa, Reggio Emilia 19 novembre 2016). Il saggio è dedicato alla memoria di Amedeo Bertolo, morto il 22 novembre scorso.

Alla memoria di Amedeo Bertolo (1941-2016)

1. Comincerei da una piccola vicenda – del resto non esistono vicende piccole, giusto? Nei primi anni Settanta due ventenni, Elis Fraccaro ed Elettra Sivori, sentono parlare di un vecchio anarchico che è stato al confino, un perseguitato politico di nome Luciano Visentin. I due giovani abitano a Marghera, lui in un piccolo paese lì vicino. Lo vanno a conoscere. Elis me ne ha parlato più volte, ma è bello vedere nell’archivio dell’Istituto Internazionale di Storia Sociale di Amsterdam le lettere che Visentin, che allora aveva settantaquattro anni, scrive in quel periodo al suo coetaneo Hugo Rolland.

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In linea da: 24/12/2016

Grappa al corniolo. Un racconto di Natale

di Matteo Melchiorre

È il 24 dicembre. Pubblichiamo un capitolo natalizio tratto da un libro inedito di Matteo Melchiorre – libro destinato, con tutta probabilità, a restare inedito. Ne abbiamo chiesto a Matteo le ragioni. Ci ha risposto che si tratta di un libro in cui vi sono ancora troppe cose da decidere. Il dubbio più grande è il protagonista. Potrebbe essere scambiato per un moralista, invece non è che un poveraccio, disilluso e incattivito. Più guarda il mondo, più si incattivisce, più annota ciò che vede, meno capisce, si contraddice, si offende, si inalbera. Uno screanzato. Vede nemici tutto attorno e li chiama Farisei. Ci scrive Matteo: “Per questo dico che il libro resterà nel cassetto. Vorremo mica sguinzagliare per il mondo un personaggio convinto che si possano distinguere i buoni dai cattivi?”. Nel testo compare un avvocato. È il confessore del protagonista.

Ormai da quasi dieci anni c’incontriamo in una ventina di amici la vigilia di Natale. Aspettiamo mezzanotte mangiando e bevendo. Non s’immagini chissà che lussi avvocato. La cena si svolge infatti in un’osteria del centro; l’osteria Garibaldi, ha presente?

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In linea da: 21/12/2016

Lecalamite, la città e l’informatica. Un lungo decennio rivisto attraverso l’esperienza di un gruppo femminile a Marghera (primi anni 2000-2015)

di Luisa Colio

Pubblichiamo il testo dell’intervento tenuto da Luisa Colio, presidente dell’associazione lecalemite, in occasione dello spunti-no di storiAmestre del 10 dicembre 2015 (ultimo della serie autunno 2015). Nella sua relazione, in origine intitolata «lecalamite» dal Centro Internet di Marghera raccontano una città che cambia, ora rivista per la pubblicazione, Luisa Colio ripercorre l’esperienza di un’associazione formata da donne, nata per avvicinare le donne alle nuove tecnologie. In oltre dieci anni di attività, lecalamite hanno dovuto adattarsi e svilupparsi: intorno a loro sono cambiate le tecnologie, la città, il lavoro, il pubblico, il rapporto con le istituzioni…

1. Gli inizi (fine anni Novanta-inizi anni Duemila)

Quando lecalamite sono nate, alla fine degli anni Novanta, c’erano in Italia sei o sette gruppi femminili che si occupavano di tecnologie informatiche. Qui a Venezia abbiamo organizzato un bellissimo convegno europeo riuscendo a riunire le rappresentanti dei gruppi femminili più solidi dell’epoca, ma oggi l’unico sopravvissuto è il nostro. L’introduzione di Giulia Brunello mi sembra che abbia già dato un’idea di questo gruppo – al femminile e non femminista in senso militante – che

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